Ancora jazz a Spinaceto

Per chi ama la buona musica segnaliamo questa nuova serata di musica jazz a Spinaceto. L’evento si terrà anche in caso di tempo avverso.

jazz 6 ottobre

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Verso un’assemblea pubblica della sinistra nel municipio

Abbiamo la volontà di proseguire il percorso politico di unità della sinistra avviato il 18 Giugno a Roma, al teatro Brancaccio, con l’appello di Tomaso Montanari ed Anna Falcone.

Ci identifichiamo in un progetto  per costruire dal basso una lista unitaria della sinistra, una lista del popolo del NO che il 4 dicembre ha sconfitto Renzi nel referendum ed intendiamo proseguire lo sforzo per farlo anche nel nostro Municipio e per Roma.

Vogliamo un’aggregazione della sinistra che si riconosca nella Costituzione e si batta contro le disuguaglianze crescenti.

Riteniamo essenziale un programma di netta rottura con le politiche neoliberiste di destra portate avanti dal Pd.

Come dall’appello dell’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza non siamo interessati alle sigle politiche da mettere insieme ma vogliamo una svolta politica che rappresenti  nel prossimo Parlamento “la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive“.

Nei prossimi giorni indiremo un assemblea nel municipio per discutere insieme i punti dell’appello dell’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza e per mettere in moto nel nostro municipio il processo di “aggregazione dal basso” per un cambiamento della politica.

I 10 punti su cui iniziare la discussione proposti da Anna Falcone e Tomaso Montanari dopo l’assemblea del Brancaccio:

1) Attuazione della Costituzione (Sovranità popolare; uguaglianza sostanziale; parità di genere; la democrazia nei partiti e nei movimenti – la separazione fra cariche politiche e cariche istituzionali; cancellazione del pareggio di bilancio nell’articolo 81)

2) Lavoro (Ripristino dell’articolo 18 ed estensione delle tutele a tutte le forme di lavoro; reddito di dignità – partendo dalla proposta di Libera; lotta alla precarizzazione del lavoro e delle professioni intellettuali; riforma delle 6 ore lavorative e diritto al tempo)

3) Redistribuzione della ricchezza e giustizia sociale (Riaffermazione del ruolo dello Stato in economia, nelle strategie di sviluppo, nella tutela dei diritti e nella erogazione dei servizi pubblici; diritto a un’equa retribuzione e parità di retribuzione fra uomini e donne: equità e progressività fiscale; strategie di contrasto all’evasione fiscale: tassa patrimoniale; tassa di successione sui grandi patrimoni)

4) Economia, Fiscalità e diritti sociali (Diritto alla salute e potenziamento della prevenzione; accesso alla diagnostica genetica e alle cure più
all’avanguardia; diritto all’assistenza sociale; sostituzione della politica dei “bonus” con servizi socio-assistenziali garantiti; diritto all’abitare e recupero del patrimonio immobiliare esistente)

5) Istruzione pubblica e libertà di manifestazione del pensiero (Abrogazione della Buona Scuola; gratuità dell’università, da finanziare con la tassa di successione sui grandi patrimoni; potenziamento della ricerca pubblica; accesso alla conoscenza e alle reti informatiche; pluralismo e libertà dell’informazione)

6) Ambiente e patrimonio culturale (Riconversione energetica ed energie verdi; consumo di suolo zero; un’unica grande opera pubblica: il risanamento ambientale, e la messa in sicurezza del territorio; abrogazione della riforma della conferenza dei servizi contenuta nella Legge Madia; abrogazione della riforma Franceschini e ricostruzione della tutela pubblica)

7) I migranti (Una politica attiva di accoglienza; cittadinanza; integrazione; attuazione dell’articolo 10 della Costituzione; corridoi umanitari)

8) Giustizia (La giustizia come “diritto sociale”: politiche di prevenzione, accorciamento dei tempi, certezza della pena, ampliamento dell’assistenza legale ai soggetti deboli e ai non abbienti; avvocati pubblici; contrasto attivo
alla violenza di genere; condizioni di vita, sicurezza e diritti dei carcerati; ampliamento delle pene alternative)

9) Politica internazionale (Il ruolo nell’Italia nel contesto internazionale; l’Italia ripudia la guerra – attuazione dell’articolo 11 della Costituzione; l’Europa: revisione dei trattati, l’euro, la costruzione della cittadinanza europea; no al CETA)

10) Lotta alle mafie e alla corruzione (Prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata; interdizione definitiva dai pubblici uffici e dalle cariche pubbliche per i condannati per reati contro la P.A.; impiego sociale dei patrimoni
confiscati; reinserimento sociale).

 

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Segnaliamo l’intervento di Eleonora Forenza, deputata di l’Altra Europa al parlamento Europeo.

Il video del mio intervento nel dibattito in Plenaria di ieri sulla vergognosa interpellanza presentata da eurodeputati del gruppo EFDD che chiedeva la chiusura dell’agenzia ONU che sostiene i rifugiati palestinesi espulsi da Israele. Nel gruppo EFDD siedono anche i deputati del MoVimento 5 Stelle. Incredibilmente, nessun deputato EFDD si è poi presentato in aula al dibattito.
La prossima settimana sarò in Palestina con una missione Gue Ngl, stay tuned.
#FreePalestine

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Acerbo scrive a Fassina

fonte rifondazione.it

Pubblichiamo la lettera inviata dal segretario nazionale del PRC-SE all’organizzatore Stefano Fassina in occasione del convegno su sinistra e Europa che si è tenuto sabato 9 settembre a Roma.

Sinistra e Unione Europea: una lettera a Stefano Fassina

Caro Stefano,
come ti avevo anticipato non mi è possibile essere personalmente presente all’iniziativa che hai organizzato per concomitanti impegni.
I temi che avete messo al centro del confronto sono essenziali.
Sono quelli che ci spinsero a considerare fin dalla fondazione il PD come definitiva mutazione genetica al termine di una deriva che aveva posto una classe dirigente che veniva dalla sinistra erede del movimento operaio e socialista nel campo del neoliberismo. Sono quelli che ci spinsero 5 anni fa a non ricercare l’alleanza con il PD a guida Bersani che aveva fatto del rispetto degli impegni internazionali e dell’alleanza col “centro liberale” i suoi assi strategici. In quella “carta d’intenti” che fu presentata chissà perchè come “laburista” c’era scritto chiaro e tondo che “l’imperativo che democratici e progressisti hanno di fronte è quello dell’affidabilità e della responsabilità” e le forze che si univano si assumevano “alcuni impegni espliciti e vincolanti” tra cui:
“assicurare la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese, fino alla verifica operativa e all’eventuale rinegoziazione degli stessi in accordo con gli altri governi”;
“appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica e procedere verso un governo politico-economico federale dell’eurozona”.
L’egemonia neoliberista è passata in Italia attraverso l’adesione acritica del centrosinistra ai trattati europei. L’antiberlusconismo ha oscurato la sostanziale convergenza che giustamente è stata rivendicata da Gentiloni a Cernobbio: “non abbiamo mai deluso investitori e alleati” nonostante la frequente caduta dei governi siamo stati stabilissimi nel portare avanti certe linee di fondo condivise. Solo degli imbroglioni o dei politicanti da quattro soldi possono attribuire al solo Renzi la responsabilità di quanto accaduto.
Proprio con questa consapevolezza abbiamo lavorato a costruire uno spazio politico europeo a sinistra del Partito Socialista Europeo che raccogliesse le forze antiliberiste e anticapitaliste intorno alla critica delle politiche condivise da “socialisti”, liberali, popolari europei.
Pur con tutte le contraddizioni e differenze oggi in Europa in tutti i paesi ci sono forze di grande consistenza elettorale che mettono in discussione questa Unione Europea.
Certo, come è giusto che sia, con una grande differenza di posizioni ma una comune radicale messa in discussione dei trattati e delle politiche neoliberiste.
La vittoria entusiasmante di Syriza in Grecia aveva suscitato la speranza troppo ottimistica che un’ondata di cambiamento potesse attraversare tutti i paesi europei.
La controffensiva dura, violenta, golpista della troika con in prima fila la BCE di Draghi e il ministro delle finanze tedesco strangolarono sul nascere l’esperienza di Tsipras costringendolo a subire condizioni durissime al fine di riaffermare l’ordine del “non ci sono alternative”.
Troppo peso avevamo messo sulle gracili spalle della piccola Grecia, isolata in un continente in cui i governi sono ormai ridotti a quanto di più vicino a quel “comitato di affari della borghesia” di marxiana memoria (ci sarebbe da discutere di cosa sia oggi la borghesia e quanto ormai abbia il capitale assunto un ruolo estrattivo, distruttivo e parassitario in Europa).

Però l’insieme delle esperienze europee ci dice che è possibile costruire in ogni spazio nazionale una sinistra radicalmente critica verso i trattati e che non confonda l’Europa con questa Unione Europea!
Come ha titolato Le Monde pochi giorni fa “la sinistra radicale sta prendendo il posto di quella socialdemocratica”. Ovviamente parole come “socialista” e “socialdemocratico” sono ormai svuotate di ogni contenuto reale, deturnate, nella grande coalizione che in Germania come in Europa da lunghi anni condivide le scelte di fondo.
In Italia invece nonostante un partito come Rifondazione Comunista fin da Maastricht abbia votato contro i trattati e denunciato il loro carattere anti-popolare e di dispositivo di svuotamento della sovranità popolare e di imposizione autoritaria delle politiche neoliberiste ci troviamo drammaticamente indietro.
L’elemento principale di questa sconfitta tutta italiana è l’identificazione della sinistra, persino di quella che contrastò quelle scelte, con le politiche neoliberiste e la progressiva omologazione del centrosinistra. Chi come noi non si è allineato non ha avuto la forza di costruire una nuova proposta capace di rendere visibile e credibile un diverso punto di vista.
Davanti al quadro di catastrofe sociale che caratterizza il paese c’è bisogno che le forze antiliberiste, e conseguentemente critiche nei confronti dei trattati e dell’Unione Europea, si presentino con una proposta programmatica forte e netta come quella di Melenchon.
Ci sarebbe bisogno di una sinistra popolare che sia percepita e sia anti-establishment come Podemos e il M5S.
Una sinistra che presenti al paese il quadro drammatico determinato da 25 anni di politiche condivise da centrodestra e centrosinistra.
Una sinistra che contrapponga la Costituzione nata dalla Resistenza ai trattati europei, una sinistra che chiaramente spieghi in ogni piazza, in ogni strada, in ogni luogo che bisogna ROTTAMARE MAASTRICHT come hanno giustamente titolato il loro bel libro Paggi e Somma.
Una sinistra che organizzi la rabbia e il malcontento suscitati dalla legge Fornero invece di maledire la sacrosanta incazzatura popolare sotto l’etichetta demonizzatrice del “populismo”.
Una sinistra che riunifichi l’eredità del movimento operaio socialcomunista, le culture dei movimenti dell’ultimo trentennio, le mille vertenze e resistenze, in un progetto politico.
Francamente non credo che si possa credibilmente avviare un progetto di questo tipo facendosi egemonizzare e sussumere dall’establishment di centrosinistra oggi perdente che è stato convinto sostenitore delle politiche neoliberiste per due decenni agli occhi del popolo italiano.
E un nuovo centrosinistra e la nostalgia della buona educazione e responsabilità di Prodi, Padoa Schioppa e Ciampi non possono essere l’orizzonte.
Spero che dalla giornata di oggi emerga la determinazione a lavorare per un’alternativa democratica e popolare che è cosa diversa dalla rivincita di Bersani e D’Alema.

 

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BRUNO CECCARELLI, UNO DI NOI

Se n’è andato troppo presto Bruno, compagno di tante battaglie, difensore testardo dei diritti e implacabile oppositore ai poteri forti che governano la città.

Lo abbiamo avuto accanto nelle lotte contro le devastazioni dei territori, a partire da Tor di Valle e lo stupido progetto di Business Park, nella ricerca di soluzioni al problema della mobilità sostenibile a Roma, nella difesa della democrazia e della Costituzione, ma soprattutto nello sforzo per la costruzione di una sinistra forte e autorevole nel 9° Municipio e a Roma.

E’ stato prezioso nel dare indicazioni, nell’approfondimento delle analisi, nella ricerca di alleanze e nella ricomposizione del tessuto sociale sfilacciato da troppi anni.

Ci mancherà molto, ci mancheranno i suoi suggerimenti, le sue idee, il suo spirito di ricerca, le sue intuizioni.

E ci mancherà la sua arguzia, la sua ironia.

Da oggi siamo un pò più soli, ma potremo raggiungere i risultati per cui abbiamo lottato insieme se sapremo fare buon uso anche dei suoi insegnamenti.

Ci stringiamo con affetto attorno alla famiglia.

Ciao Bruno.

Le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista.

Roma, 17 agosto 2017

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VENEZUELA: VITTORIA POPOLARE PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE

Comunicato

VENEZUELA: VITTORIA POPOLARE PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE

 

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea saluta il risultato straordinario di partecipazione al voto per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente in Venezuela. Secondo i dati emessi dal CNE (Consiglio Nazionale Elettorale, uno dei 5 poteri in cui è articolato lo Stato venezuelano), gli elettori che hanno partecipato alla consultazione sono stati 8.089.320. Il consistente blocco sociale che sostiene il Governo Maduro si basa sul 41,53% di votanti (su una base elettorale di circa 20 milioni di elettori).


Un risultato particolarmente significativo, ottenuto dopo più di 3 mesi di manifestazioni violente organizzate dai settori oltranzisti dell’opposizione, in un clima di intimidazione squadrista che non è cessata neanche durante il voto.
Anche nei quartieri ricchi di Caracas, una consistente parte della popolazione ha votato e non si è riconosciuta nelle posizioni dell’opposizione che aveva chiesto di astenersi, rifiutando il confronto elettorale.

Nonostante una situazione di grave crisi economica (per molti aspetti provocata artificialmente dall’esterno) e politica, il voto dimostra che il Venezuela desidera la pace e non vuole tornare alle politiche neoliberiste in vigore prima della vittoria di Chavez.

Naturalmente il risultato elettorale non risolve di per sè la crisi: in base al diktat di Washington alcuni governi neoliberisti latino americani (Argentina Brasile, Cile, Colombia, Messico, Colombia, Costa Rica, Panama e Perù) hanno dichiarato di non riconoscere il voto. In Europa il governo spagnolo e diversi dirigenti della UE (a partire da Federica Mogherini) si sono schierati con Trump, prefigurando scenari di conflitto destinati ad approfondirsi, in attesa di un intervento esterno. In Italia alcuni esponenti del PD e del governo mentono sapendo di mentire e confermano il loro scandaloso appoggio ai settori oltranzisti dello squadrismo fascista.

Il risultato delle elezioni di ieri per l’Assemblea Costituente va rispettato e rappresenta un’occasione per superare la crisi, riprendendo il dialogo interrotto tra governo e opposizione, sostenuto anche dal Papa Francesco e da diversi ex-presidenti.

Il PRC-SE si congratula con il popolo venezuelano e con il suo legittimo governo guidato dal Presidente Costituzionale Nicolàs Maduro per questa vittoria della democrazia.

 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA

 

Roma 31-7-2017

 

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JAZZ A SPINACETO 🕣 🎼🎵🎶🎹🎸🎷🎤🎺🎻

L’associazione culturale art.ura è lieta di proporre il gruppo “Jazz in cantina”.

Lo spettacolo si terrà venerdì 14 luglio alle 20:30 a Spinaceto nella terrazza antistante l’Unione Inquilini in viale dei Caduti Nella Guerra di Liberazioe, 268.
Ingresso Libero e gastronomia a prezzi popolari.

#jazz #roma #esrate2017  #art.ura #jazzincantina 

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Dal sito dell’Unione Inquilini, sulla speculazione edilizia a Tor di Valle

Stadio delle roma: dalla Raggi, ennesimo regalo alla speculazione

7522211_MGTHUMB-INTERNADopo un procedimento accelerato che ha scavalcato tutte le regole democratiche, il Consiglio Comunale ha approvato la delibera che riconosce ”il pubblico interesse”  sulla proposta di realizzazione dello Stadio e annesso Business Park a Tor di Valle.

Perchè affermiamo che siamo di fronte all’ennesima speculazione edilizia:

– i proponenti Pallotta, finanziere americano presidente della società di calcio Roma ed il costruttore Parnasi, società Eurnova, acquistano, solo parzialmente, un’area a Tor di Valle destinata secondo il vigente  Piano Regolatore ad attrezzature sportive (Verde privato attrezzato) e Parco fluviale.

Il prezzo d’acquisto è ovviamente molto basso visto che non si può costruire né uffici né abitazioni,

per gli ovvi motivi che siamo in un’ansa del Tevere classificata R3, R4, cioè ad alto rischio idrogeologico.

– i “nostri proponenti” facendo ricorso ad un comma della legge n.147/2013 (erroneamente chiamata legge sugli stadi in realtà è la legge di stabilità del 2013) chiedono al Comune di Roma di concedergli una variante al Piano Regolatore per poter costruire anche un Business Park (uffici, centro commerciale, alberghi) da un milione di metri cubi.

– ma per poter ottenere la variante il Comune deve riconoscere un “pubblico interesse” a tal fine i proponenti  allegano al progetto l’impegno a realizzare una serie di “opere pubbliche”, in realtà sono principalmente modifiche al sistema viario per facilitare l’accesso ed il deflusso in quell’area.

– la Giunta Marino nel 2014 in modo molto solerte  ed entusiasta con la delibera 132/2014 riconosce “il pubblico interesse”

– per costruire lo Stadio (erroneamente detto della Roma, in realtà di proprietà di Pallotta ed affittato alla scietà calcio Roma per trenta anni al prezzo di due milioni anno!) e le strutture di Trigoria non è richiesta alcuna variante al Piano Regolatore in quanto la  cubatura disponibile con le attuali norme  è più che sufficiente, ricordiamo che è già presente un Ippodromo e annesse stalle che saranno abbattuti

– i “nostri proponenti” quando espongono il loro progetto a giugno 2014 presso il Comune, negli allegati, a conclusione dell’esposizione del progetto A (Stadio e impianti Trigoria),  affermano,però, che tale operazione comporta per loro una perdita di circa 250 milioni!

Ecco, quindi, che per l’ equilibrio economico finanziario dell’operazione è necessario realizzare il progetto B che contempla anche la costruzione del Business Park!

– non tutto fila liscio, nasce il Comitato Tor di Valle il quale informa correttamente i cittadini e smaschera la “foglia di fico” dello Stadio, si muovono anche  associazioni ambientali ed il percorso della successiva Conferenza dei Servizi in Regione diviene tortuoso fino alla bocciatura finale ad Aprile.

 

– Con la nuova delibera sostanzialmente non cambia nulla, si concede sempre la variante al Piano Regolatore per costruire un Business Park con cubature ridotte del 50% ma anche con relativa riduzione del 50% degli oneri a carico dei proponenti. Questi realizzano comunque un affare enorme, ecco i numeri:

140.000 mq concessi al valore (determinato dai proponenti stessi) di 6000 euro/mq per un totale di circa 1 miliardo di euro!

 

Il M5S ha effettuato una svolta a 180 gradi, durante il dibattito del 2014, nel quale la maggioranza PD /Marino approvò la prima delibera, si schierarono nettamente contro e la loro opposizione divenne un punto di programma nella battaglia elettorale che li portò al successo. “Moratoria delle previsioni di nuove espansioni per verificarne le reali necessità e blocco delle edificazioni su aree a rischio idrogeologico e su quelle agricole.” Questo scrivevano nel programma

 

Questa vicenda ci conferma che i veri padroni della città sono sempre loro, finanzieri e costruttori,

i quali continuano ad imporre lo stravolgimento delle regole finalizzato alla realizzazione del massimo profitto personale determinando, però, uno sviluppo caotico ed irrazionale della città che pagano tutti i cittadini.

 

Da i prossimi giorni lo scontro si trasferisce nuovamente in Conferenza dei Servizi nonché nelle aule giudiziarie perchè sono vari i ricorsi già annunciati.

 

Troppi i punti critici, al limite della legalità,  anche in questa delibera.

 

– la procedura d’urgenza adottata ha impedito i lavori nelle Commissioni competenti sia in Municipio che al Comune e l’assenza totale di confronto con i cittadini come previsto dai regolamenti

– l’area nella quale dovrà sorgere lo Stadio ed il Business Park e di proprietà dei proponenti solo per il 61% (circa 544.000 mq) mentre il restante e di altri proprietari e dovrà essere il Comune di Roma ad effettuare gli espropri.

Il Comune espropria aree da  concedere a privati per realizzare opere private, è clamoroso!

– inoltre l’area acquistata è stata saldata solo per 600.000 euro su un totale dovuto di 42 milioni,

come certificato da uno studio del giudice Imposimato

-come si può affermare che c’è un “pubblico interesse” se ciò che verrà costruito è tutto di proprietà privata

–  la delibera afferma che le “opere pubbliche” devono essere realizzate tutte e contestualmente altrimenti decade il diritto edificatorio, pare un’affermazione propagandistica e irreale

– unificazione Via del Mare con Ostiense dal GRA fino al nodo Marconi nella delibera non c’è il programma dei lavori con i tempi,

– Ponte dei Congressi per collegare la zona Tor di Valle alla Roma- Fiumicino ed i due versanti del Tevere, la competenza è pubblica ma non si conoscono i tempi di inizio né di realizzazione

– nella delibera si afferma che almeno il 50% degli spettatori, circa 27.500 persone, dovrà utilizzare il trasporto collettivo  su ferro affermazione veramente irreale

– la linea ferroviaria FL1 (Roma – Fiumicino) dovrebbe trasportarne 7.500 ma la frequenza attuale

è di  una ogni 15 minuti e nella ora precedente le partite (questa è l’unità di misura di riferimento)

con sole 4 corse non sarà possibile avvicinarsi a tale obiettivo

– la linea Roma – Lido dovrebbe trasportarne 20.000 quindi dovrebbe passare dalle attuali 3-4 corse l’ora a 16, una ogni 4 minuti, per raggiungere tale obiettivo occorre rifare tutta la infrastruttura (cabine elettriche, segnalazioni elettroniche , dispositivi di sicurezza…) ed almeno una decine di nuovi treni nonché l’assunzione del relativo personale necessario per la conduzione. I 45 milioni messi a disposizione dai proponenti non saranno assolutamente sufficienti

– se saltano gli obiettivi di trasporto pubblico su ferro aumenterà vertiginosamente il numero di vetture private per accedere all’area ma i parcheggi previsti sono solo per circa 10.000 vetture

– per eliminare il rischio idrogeologico i proponenti si assumono l’onere di rinforzare gli argini del Fosso di Valleranno e di quello di Acqua Acetosa Ostiense ma ciò non è sufficiente perché un simile carico di cemento diminuisce notevolmente la capacità di assorbimento di quei terreni con il conseguente rischio che le fogne delle zone limitrofe non riusciranno a scaricare al Tevere.

Già tre anni fa i quartieri limitrofi Decima, Torrino Sud e Mostacciano in occasioni di piogge rilevanti rimasero isolate per molte ore in quanto le strade si allagarono perché il Tevere, alzandosi di livello, invece di assorbire le acque piovane le faceva refluire dalle caditoie pluviali dei quartieri limitrofi. Per superare un simile problema occorre un potente sistema di idrovore che si assume il compito di scaricare le acque a valle, chi si accolla questo onere nella delibera non c’è traccia

– il Business Park dimezzandosi di cubature avrà uffici con capacità di posti che passeranno dalle 14.000 unità della prima delibera a circa 7.000 di questa, ma dove sta la necessità di tale offerta se già ora da un piccolo censimento svolto nelle aree prossime si contano decine di edifici uso uffici inutilizzati?

In conclusione dobbiamo constatare che anche questa giunta targata M5S, forza politica che si presentava come soggetto di discontinuità  e paladino degli interessi dei cittadini,   si dimostra molto attenta e solerte nell’accontentare l’interesse privato dei soliti potenti accollandosi anche costi notevoli che graveranno sul bilancio e debito del Comune.

Molto meno attenta ed efficiente ad affrontare un problema gravissimo come quello, ad esempio, della casa, a fronte di circa 5000 sfratti esecutivi per morosità, alle otto mila famiglie in graduatoria in attesa di una casa popolare, alle 1300 famiglie alloggiati nei Residence, alle migliaia di famiglie presenti nelle occupazioni, in una città in cui, invece, riscontriamo decine di migliaia di case vuote nulla viene fatto. Gli Uffici delle Politiche Abitative sono stati lasciati senza direzione politica e solamente qualche giorno fa la Sindaca ha assegnato la responsabilità sul tema casa.

 

Deo Peppicelli

Responsabile Unione Inquilini Spinaceto

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Lavoro, reddito, diritti! In piazza con la CGIL

Rifondazione c’era, con allegria e voglia di lottare.

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Tor di Valle: dove annegano le promesse di legalità, trasparenza, partecipazione e la Giunta Raggi si trasforma in esecutore degli ordini dei padroni di Roma.


Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento

Comunicato Stampa 10 giugno 2017

Tor di Valle: dove annegano le promesse di legalità, trasparenza, partecipazione e la Giunta Raggi si trasforma in esecutore degli ordini dei padroni di Roma.

Non sembrava più necessario ripetere che il progetto noto come “Stadio della Roma a Tor di Valle” è la foglia di fico che finanzieri e palazzinari utilizzano per mascherare l’ennesima  speculazione edilizia a Roma.

Non sembrava più necessario ricordare che in perfetto stile “mani sulla città” un finanziere americano, un costruttore romano e una banca con cui quest’ultimo è pesantemente indebitato si sono ingegnati per speculare riversando una montagna di cemento e una prateria di asfalto su un’area della città che il Piano Regolatore Generale destinava ai cittadini come Parco Fluviale Attrezzato.

Invece siamo ancora qui, a denunciare per l’ennesima volta lo scandalo di un Comune che contratta con un palazzinaro lo scambio di cubature con opere cosiddette pubbliche, scambio che questa volta supera i confini dell’ignobiltà per entrare in pieno del territorio del ridicolo: si arriva a concedere cubature in cambio di un restauro (lo chiamano “revamping”, così fa fico) di qualche vecchio treno della Roma-Lido! Si stenta a crederlo, tanto è assurdo, eppure è lì, nero su bianco, alle pagine 9 e 12 della delibera che i Consiglieri Comunali sono  chiamati (comandati?) a votare. A questo punto perché non regalare a un altro palazzinaro un pezzo del parco-campagna di Spinaceto “in cambio” di una riasfaltatura delle strade? (ohibò, meglio non scriverlo? Dovesse l’idea sembrare buona a questa gente…)  

Eppure il 22 dicembre 2014, quando la maggioranza a trazione PD di Ignazio Marino votò quel primo vergognoso riconoscimento di “interesse pubblico”, gli allora Consiglieri Comunali di opposizione del Movimento5Stelle Daniele Frongia, Marcello De Vito, Enrico Stefano (Virginia Raggi no, quel giorno brillava per la sua assenza),  si schierarono contro, intervennero, lessero in aula il testo della Lettera Aperta che questo Comitato inviò a tutti i Consiglieri…

Dove sono oggi i Consiglieri Comunali Daniele Frongia. Marcello De Vito, Enrico Stefano, che cosa dicono, che cosa pensano, se pensano, di quello che sta succedendo?

Perché certo è difficile credere che non trovino qualche contraddizione tra il M5S di quella stagione e quello di oggi, il M5S che ha trasformato le porte del Campidoglio in porte girevoli per finanzieri e palazzinari, il M5S che emargina e minaccia di espulsione i pochi Consiglieri che esprimono qualche perplessità, che sospende la propria Consigliera Cristina Grancio rea di chiedere un approfondimento di conoscenza sulla sostanza finanziaria e giuridica del progetto!, il M5S che ordina al Consiglio del Municipio IX di convocarsi di domenica (sì, di domenica!), che convoca il Consiglio Comunale per tre giorni di seguito “a oltranza” (sì, a oltranza!) per arrivare a votare il riconoscimento del pubblico interesse in favore di Pallotta, Parnasi & C. in fretta e furia, senza che si conosca il progetto, i numeri, i costi, e senza nessuna trasparenza né partecipazione dei cittadini.

A meno che non si voglia far passare per partecipazione la penosa seduta congiunta delle Commissioni Urbanistica e Trasporti del 31 maggio scorso, quando, alla fine dei lavori, ai cittadini, ai Comitati e alle Associazioni sono stati concessi tre (tre!) minuti ciascuno per argomentare le proprie opinioni, dopo che metà dei Consiglieri Comunali se ne erano già andati e con l’assessore Montuori che, impaziente di andarsene anche lui, “ascoltava” con fastidio scorrendo lo schermo del suo smartphone.

Eppure, anche in quelle condizioni, avrebbe voluto dire qualcosa il fatto che 15 interventi su 15 dei cittadini mostrarono contrarietà e denunciarono criticità su quel progetto. Perché ascolto e partecipazione non dovrebbe voler dire “ti faccio parlare e poi vado avanti come se non esistessi”; dovrebbe voler dire “ti ascolto e prendo seriamente in considerazione quello che dici”.

Che cosa è successo dal 2014 a oggi? Perché gli stessi consiglieri del Movimento5Stelle hanno fatto questa giravolta di 180 gradi?

E’ successo che, come “L’onorevole” di Leonardo Sciascia, il M5S è entrato nelle stanze del potere. Ed evidentemente il potere profuma, ti apre porte, ti promette salti in carriera,  ti fa credere che i cittadini non contino niente, che il mandato da loro ricevuto possa impunemente essere tradito.

E’ successo che il finanziere americano si è iscritto al Circolo Canottieri Aniene, quello la cui iscrizione costa più di 20.000 euro l’anno, quello cui sono iscritti Giovanni Malagò, Franco, Leonardo e Francesco Bellavista Caltagirone, Pietro Salini, Duccio Astaldi, Luca Parnasi, Carlo Toto, Chicco Testa, Alessandro Benetton, Marco Tronchetti Provera, Luca Cordero di Montezemolo, Andrea, Alessandro e Giampaolo Angelucci, Walter Veltroni, Gianni Letta, Altero Matteoli, Maurizio Gasparri, Corrado Passera, Luigi Abete… insomma, il gotha dell’oligarchia romana, il circolo ristretto di quelli che contano e si spartiscono la torta. Il circolo di quelli con cui la Giunta Raggi è evidentemente entrata in affari.

Non era questo il mandato ricevuto dagli elettori. Da cittadini che non si rassegnano a essere trasformati in sudditi, ricordiamo l’impegno elettorale del M5S e della Sindaca Raggi:

“Moratoria delle previsioni di nuove espansioni per verificarne le reali necessità e blocco delle edificazioni su aree a rischio idrogeologico e su quelle agricole.” (http://civiche.municipi5stelle.it/m5s/wp-content/uploads/2016/05/Programma-Elettorale-M5S-Roma-2016.pdf, p. 35)

e le testuali parole della famosa dichiarazione della candidata Raggi proprio sul Tor di Valle:

“Se vinciamo ritiriamo la delibera sulla pubblica utilità. Lo stadio della Roma si farà da un’altra parte, a Tor di Valle c’è una speculazione edilizia e non ci sono le condizioni.”

Tanti cittadini, la maggioranza dei romani, votarono per questo sindaco contro il candidato del PD Roberto Giachetti proprio per questi temi, consapevoli che la posta in gioco in quelle elezioni era  il via libera a un nuovo sacco della città.

Ed eccolo il sacco della città: oggi a Tor di Valle, domani a Tor di Quinto, dopodomani dovunque lorsignori possano ripetere il giochetto di stravolgere il Piano Regolatore Generale per i propri interessi che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini.

Chiediamo che venga rispettato il Piano Regolatore Generale della città di Roma che a Tor di Valle prevede la realizzazione di un Parco Fluviale Attrezzato, un grande polmone verde nell’ultima e unica ansa del fiume Tevere rimasta libera da costruzioni.

Pretendiamo dal sindaco Raggi e dalla sua Giunta il rispetto degli impegni. Niente di più e niente di meno!

Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento

Posta elettronica: difendiamotordivalle@gmail.com

Facebook: Difendiamo Tor di Valle

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