Incontro con il giornalista Tano D’Amico, “Gli occhi della storia”, dal ’77 ad oggi .

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Manifestazione MARTEDI’ 11 APRILE dalle ore 17.00 PIAZZA MONTECITORIO

MARTEDI’ 11 APRILE dalle ore 17.00 PIAZZA MONTECITORIO
PRESIDIO CONTRO I DECRETI MINNITI-ORLANDO

Alla manifestazione: i Sindacati, i Partiti, le Associazioni
nel video l’intervento di Stefano Galieni – Partito della Rifondazione Comunista – responsabile nazionale del Dipartimento Immigrazione
co-coordinatore del “gruppo di lavoro sull’immigrazione del Partito della Sinistra Europea”

 

Il Decreto Legge Minniti-Orlando e il Decreto ‘Sicurezza’, entrati recentemente in vigore ed in fase di conversione in Parlamento, rappresentano un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese. Attraverso un uso improprio della legislazione di urgenza, i due decreti, anziché intervenire sulle tante contraddizioni e i limiti dell’attuale legislazione, introducono nuove norme di discutibile efficacia, senza peraltro migliorare l’efficienza del sistema. Ad esempio si rilancia il ruolo dei Centri Permanenti per il Rimpatrio, nuova denominazione per gli attuali CIE, senza che ne venga modificata la funzione e assicurato il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute.

Il Legislatore prevede un’unica procedura per le espulsioni, valida tanto per chi proviene da percorsi di criminalità e lunghi periodi di carcerazione, quanto per il lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno, quando sarebbe al contrario opportuno prevedere percorsi di regolarizzazione individuale per chi si è di fatto inserito positivamente nel nostro Paese.

Esprimiamo forte contrarietà rispetto all’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e alla sostanziale abolizione del contraddittorio nell’unico grado di giudizio, limitato da una procedura semplificata (rito camerale) priva del dibattimento. In tal modo non solo viene violato il diritto di difesa di cui all’art.24 della Costituzione, ma si preclude la valutazione in concreto della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini della valutazione sul rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Gestire e governare in modo efficace e lungimirante il fenomeno migratorio non significa – noi crediamo – limitarsi ad irrealistiche azioni di deterrenza. Occorrono, invece, norme che favoriscano i flussi d’ingresso e la permanenza regolare dei cittadini stranieri, contrastando così il lavoro nero e lo sfruttamento. Ribadiamo inoltre l’urgenza di aprire corridoi umanitari e aumentare considerevolmente i reinsediamenti, per consentire alle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà di entrare in Italia e in Europa senza mettere in pericolo la loro vita.

Riteniamo inaccoglibile la pretesa di ricondurre la materia del “decoro urbano” al tema della sicurezza, avallando una concezione dell’ordine pubblico che non produce vera sicurezza ma, al contrario, rischia di creare maggiore insicurezza criminalizzando la marginalità sociale senza preoccuparsi di intervenire per combattere la povertà e la marginalità di un numero crescente di cittadini.

Riteniamo inopportuno il ricorso alla decretazione d’urgenza per riformare materie, come il diritto di asilo e le discipline sulla sicurezza urbana, che richiederebbero un più articolato confronto democratico. Nel merito, riteniamo, comunque, che i due Decreti Legge non debbano essere convertiti nella forma attuale: i firmatari chiedono dunque che si apra un confronto ampio e approfondito al fine di dare al Paese una nuova disciplina più bilanciata e condivisa

Per questo facciamo appello a chi intende impegnarsi per impedire la conversione in legge di questi provvedimenti del Governo così formulati a partecipare al presidio che si terrà il prossimo 11 aprile alle 17 davanti a Montecitorio.

Per adesioni: nodecretominniti@gmail.com

A Buon Diritto, ACLI, A.C.S.E. (Associazione Comboniana Servizio Emigrati e Profughi), Altramente scuola per tutti, ANOLF, Antigone, ARCI, ASGI, Associazione Condividi, Associazione Forum Droghe, Associazione Insieme Onlus (FI), Associazione Interculturale International House di Reggio Calabria, Associazione Le Mafalde, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Associazione Nessun Luogo è Lontano, Associazione Osservatorio Migranti di Basilicata Aps, Associazione Progetto Diritti Onlus, Associazione Psichiatria Democratica, Associazione Spazio Libero, Associazione Transglobal, Associazione Voci della Terra, Associazione Welcome in Val diCecina Onlus, Bambini più Diritti Onlus, Baobab Experience, Centro Astalli, Cesv, CGIL, CILD, CISL, Cittadinanza attiva Onlus, CNCA, Comunità di S.Egidio, Comunità Nuova, Comunità Progetto Sud, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Cooperativa sociale Alice onlus, Coordinamento Noi tutti migranti, Cospe, Esercito della Salvezza, European Alternatives, Filef nazionale, Focus – Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Cercare Ancora, Fondazione Migrantes, Fuori Binario, L’Altra Europa Laboratorio Venezia, LasciateCIEntrare, Le Città in Comune, Legambiente, Libera, Link Coord. Universitario, Lunaria, Medici per i Diritti Umani – MEDU, Ospiti in Arrivo, Osservatorio Migranti di Basilicata, Oxfam Italia, Psichiatria Democratica, Progetto Sud ONG UIL, SEI UGL, Rete Antirazzista Fiorentina, Rete della conoscenza, Rete Romaccoglie, Segreteria Forum Droghe, SEI UGL, Senzaconfine, SOS Razzismo Italia, UIL, Unione degli studenti, Un ponte per…, Villaggio Esquilino onlus.

Hanno inoltre aderito:
Possibile, L’Altra Europa con Tsipras, Rifondazione Comunista -Sinistra Europea, Radicali italiani, Sinistra Italiana

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Progetto Business Park a Tor di Valle e Pallotta Stadium bocciato. Primo tempo: 3 a 1!

Come era nelle previsioni dopo i pronunciamenti negativi di Regione, Città Metropolitana e Comune. Ci sarebbe voluto un colpo di mano per ribaltare una sentenza che praticamente era già stata scritta.

E’ una piccola ma grande vittoria conseguita a partire da Rifondazione, dal Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento e reso possibile con il contributo di molte altre associazioni e comitati, da Italia Nostra a Legambiente, che si sono battuti in questi mesi contro il progetto-mostro che voleva devastare il nostro territorio e regalare soldi facili a speculatori della finanza internazionale e palazzinari nostrani.

E’ una vittoria anche della gente, che non ha digerito questo ennesimo sfregio alla città.

Non sono bastati nemmeno i recenti accordi della Raggi con i palazzinari a garantire il più grosso scempio edilizio del dopoguerra a Roma.

Adesso, invece di farneticare su un nuovo eventuale progetto rivisto e corretto, è necessario voltare pagina. A Tor di Valle deve nascere un Parco Fluviale attrezzato, aperto alla cittadinanza, come hanno tutte le grandi città europee e come chiede Rifondazione. Basta cemento.

Non abbiamo intenzione di abbassare la guardia, vigileremo per sventare altri tentativi surrettizi di far rientrare dalla finestra quello che è stato cacciato dalla porta.

5 aprile 2017

 

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Pallotta Stadium e Business Park: è ora di mettere la parola fine!

La chiusura formale della Conferenza dei servizi il 3 marzo scorso è stata un capolavoro dell’azzeccagarbuglismo all’italiana. Da una parte, infatti, la Regione ha respinto le richieste di ulteriore sospensione presentate rispettivamente da Eurnova (che neanche ne aveva titolo, essendo un soggetto privato) e dalla Raggi, in ossequio all’accordo raggiunto con il palazzinaro di turno, e quindi ci si poteva aspettare una decisione di bocciatura del progetto visto che il punteggio sui pareri era stato impietoso: 3 a 1 per il parere negativo (di Comune, Città Metropolitana e Regione) contro quello positivo (ma con prescrizioni) dello Stato. Inoltre hanno un peso non indifferente anche la VIA negativa e il vincolo sul vecchio ippodromo posto dalla Soprintendenza.

A fronte di tutto ciò sarebbe stato lecito aspettarsi una conclusione in linea con i pronunciamenti delle istituzioni preposte e invece no. La presidente della Conferenza dei servizi, Manuela Manetti, dopo aver annunciato che loro avevano già in testa l’idea con cui sarebbero usciti ufficialmente ed aver richiesto un quarto d’ora per raccogliere le idee, si ritirava con la sua corte e ricompariva solo dopo quasi tre ore di attesa, dichiarando sì conclusa la Cds, e quindi negando la possibilità di poter ricevere nuovi documenti, ma d’altra parte riservando di pronunciarsi solo il 5 aprile, cioè allo scadere dei sei mesi previsti dalla legge e prendendosi quindi un altro mese di riflessione, durante il quale possono essere però presentati ulteriori chiarimenti e/o delucidazioni!

Formidabile!

Negli ultimi giorni si sono poi succedute a raffica interviste e dichiarazioni della sindaca e di esponenti del M5S, nonché degli ambienti della Roma Calcio che annunciavano l’accordo raggiunto e quindi un nuovo progetto che dovrebbe diventare definitivo. Progetto che è bene dire non esiste, se non nei comunicati stampa o nelle dichiarazioni interessate di questo o quello.

Il tentativo della Raggi e dei suoi amici costruttori di far passare la cancellazione dei grattacieli (ma la conferma del Business Park con 18 palazzine alte 7 piani) come modifica del progetto esistente è davvero penoso: nemmeno una matricola di architettura potrebbe accettare tanta dabbenaggine.

Ma qual è la posta in gioco? Il gioco del passaggio del cerino acceso fra Comune e Regione continua, nell’attesa di vedere chi si brucia. E nel frattempo si alimenta ad arte la confusione. Il Comune ha fatto l’accordo con i palazzinari svendendo tutto quanto di buono aveva fatto nella passata legislatura e rimangiandosi le proprie posizioni (vedi gli interventi di Frongia nel 2014 direttamente ispirati dal Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento) e vuole che sia la Regione eventualmente a bocciare il progetto. La Regione chiede atti formali al Comune nel tentativo di addossare alla giunta Raggi la colpa della devastazione. Ma nessuno dei due contendenti vuole essere quello che dice no ai tifosi romanisti.

Il consiglio comunale straordinario su Tor di Valle del 23 marzo nella sua inconsistenza e nella sua sciatteria è stato esemplare per dimostrare quanto inaffidabili siano tanto i 5 stelle che il PD. Gli interventi parlavano del nulla, c’era chi rimpiangeva la delibera 132 (quella di Caudo) e chi difendeva l’accordo con i palazzinari di pochi giorni prima, in base al quale non si capisce bene come e perché la Roma Lido in assenza di finanziamenti dovrebbe magicamente trasportare 20.000 passeggeri l’ora, la FL1 delle Ferrovie altri 7.500 e altre stupidaggini varie. Un vero spasso. L’unica voce sana in quella palude maleodorante è stata quella di Fassina, a testimonianza del fatto che volendo si può stare dalla parte della gente e non del potere.

L’unica cosa vera che si poteva fare non si è fatta: prendere la delibera Caudo, che afferma perentoriamente che se almeno una delle prescrizioni indicate non si realizza tutto il progetto decade, constatare che il ramo di metropolitana da Magliana a Tor di Valle tecnicamente non si può fare e quindi dichiarare decaduta la delibera.

Perché una cosa così semplice non si fa? Perché politicamente Tor di Valle rappresenta uno spartiacque in tutti i sensi. Dimostra che a Roma comandano i palazzinari e i poteri forti, a partire dalle banche (vedi il ruolo di Unicredit in tutta la vicenda) e i sindaci sono solo degli zerbini a servizio, hanno cioè il compito di eseguire ciò che viene deciso altrove, facendolo digerire ai cittadini. Alla faccia della trasparenza e della partecipazione!

Nostro compito è quindi quello di continuare a denunciare sia i tentativi di speculazione ai danni dei cittadini che la complicità delle istituzioni e indicare le alternative: a Tor di Valle ci vuole un Parco Fluviale attrezzato aperto e fruibile dalla cittadinanza, non una cascata di cemento! Le istituzioni devono servire i cittadini e non il potente di turno.

Continueremo la battaglia consapevoli del fatto che la gente la pensa come noi.

3 aprile 2017

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Quale Europa? Se ne parla oggi (23/03/2017)

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Non è solamente una mera questione di pasta e fagioli, non c’è più tempo, o si fa una vera ed unitaria politica di sinistra oppure questa politica di centro-destra ci porterà alla tomba !

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PROGRAMMA X CONGRESSO PRC FEDERAZINE di ROMA.

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X Congresso PRC ROMA

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Emergenza lavoro_SESSIONE APERTA

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OTTOMARZO2017

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