Politica economia e sociale – di Maurizio Vinci

Stiamo attraversando in Italia, da diversi anni, una crisi soprattutto di idee ed una crisi etica. Le idee hanno sempre rappresentato la struttura portante dell’essere umano, uomini sono finiti in galera per difendere le loro idee ovvero sono morti per mantenere fede alle loro idee. La morale è scesa ad un livello tale che neanche più un sano pianto potrebbe ridare energie a chi ha infranto ogni regola morale e di vita sociale. Si dovrebbe ragionare in termini globali ma mi limito a tentare di fare un’analisi a livello nazionale. Razionalizziamo il campo dividendo la politica dall’economia e dal sociale per affermare il principio che le idee sono la forza che trascina le cose e aiuta i sentimenti umani a liberarsi dalle schiavitù dei pensieri unici.
Oggi la politica ha perso il suo significato etimologico proveniente dal greco polis che significa città e che faceva riferimento all’organizzazione politica della città. Il potere oggi è un esercizio per chi, ottenuti consensi, favorisce la maggior parte dei suoi adepti con privilegi e denaro facile da ottenere, lo vediamo sia a livelli nazionale con un Governo che per diverse ragioni ha perso un Ministro ed alcuni sottosegretari; in parlamento il potere della maggioranza e del Governo è riuscito dopo una scissione di alcuni parlamentari facenti capo a Fini a reperire alcuni deputati presumibilmente non per aderire a delle idee ma semplicemente per la regola dello scambio. Le idee sono importanti e sembrerebbe che facciano fatica a contrastare il potere e soprattutto il potere del denaro. La Storia ci insegna che qualunque forma di potere e qualunque uomo di potere hanno avuto un inizio in crescendo fino ad un massimo e poi sono decaduti hanno dovuto lasciare tragicamente come Giulio Cesare o in maniera democratica. Il senso del potere come funzione politica è quello esercitato da Cincinnato vale a dire svolgere un ruolo portare a termine un mandato e poi tornare al proprio lavoro, questo è il significato logico ed etimologico della politica.
L’economia – dal greco (oikos), “casa” inteso anche come “beni di famiglia”, e (nomos), “norma” o “legge” – si intende sia l’utilizzo di risorse scarse per soddisfare al meglio bisogni individuali e collettivi contenendo la spesa, sia un sistema di organizzazione delle attività di tale natura poste in essere da un insieme di persone, organizzazioni e istituzioni (sistema economico).Il capitalismo in Italia ha portato negli ultimi sessanta anni un benessere economico diffuso che oggi inizia a trovare ostacoli per le ragioni che Karl Marx ha definito sia nel Manifesto del Partito comunista sia nel “Il capitale”; brevemente tecnologie sempre più avanzate e riduzione dei posti di lavoro, saturazione dei mercati e l’effetto della globalizzazione ha determinato l’esportazione di fabbriche in altri paesi più convenienti per il capitalista. La soluzione a mio avviso della crisi economica che vive oggi l’Italia è nel pensare un sistema economico che gradualmente torni alla normalità, cioè è inutile produrre sempre di più automobili se non esiste il bisogno, è inutile produrre per portare profitti nelle tasche dei borghesi. Il sistema economico che funziona è quello che stabilisce per le merci un loro valore d’uso e di scambio e portare gradualmente la gestione delle industrie nelle mani dello Stato, solo così si potrà tornare alla normalità traendone beneficio anche la mente ed il sentimento umano che non si sentirà più oppresso dall’idea borghese produci e consuma. Pertanto si vede chiaramente che le idee sono la chiave di una rivoluzione culturale che porta l’uomo da uno stato di sudditanza del materialismo ad una dominazione dello stesso con la completa liberazione dall’ossessione dell’avere sempre di più.
Il sociale come annunciato all’inizio è una componente fondamentale per il benessere dei cittadini, noi viviamo una società possiamo dire monolitica dove l’individualismo imperversa e la cura della socialità è l’elemento di base per il sentimento di libertà che tutti i cittadini dovrebbero sentire.La cura della socialità nei confronti di persone non abili è data al coraggio e alla competenza di tanti uomini e donne che però incontrano enormi difficoltà pratiche nel realizzazione progetti. Lq mancanza di risorse è la causa principale di tali difficoltà.
La famiglia come affermavano gli antichi romani è l’unità più piccola della società, La scuola è il luogo principale della cultura e della socialità, il posto di lavoro è l’espressione del proprio essere e propende verso gli altri e verso se stessi, i divertimenti sono un altro piacere che aggregano i cittadini e producono cultura e socialità.
I n sostanza la politica l’economia e il sociale trovano intrecci che se fluissero in maniera regolare darebbero un benessere tanto atteso da tutti.

Una risposta a Politica economia e sociale – di Maurizio Vinci

  1. Laura ha detto:

    Il sistema economico che stabilisce per le merci un loro valore d’uso e di scambio, quindi tener conto della domanda, necessita di leggi che regolamentino la produzione e la distribuzione. Se, come si prospetta, la gestione venisse affidata esclusivamente allo Stato, se ne deduce che questo, quale organo legiferante e di controllo, verrebbe a trovarsi nella doppia condizione di emanatore di leggi e controllore di se stesso. Con la gestione del Capitale Economico, lo Stato, limita lo sviluppo stesso dell’Economia, non potendo svolgere la propria funzione, come la produzione, la distribuzione e quindi la circolazione dei beni. Lo Stato continuerebbe a svolgere attività assistenziale, inibendo le capacità imprenditoriali, oltre che quelle individuali, e quindi la libertà.

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