CONGRESSO 2011 PRC documento programmatico del Circolo

Documento Programmatico

questo il documento approvato nella seduta congressuale del circolo di Spinaceto tenutosi il 12/11/2011

IERI

Poco più di due anni fa, consumata l’ultima scissione e l’ultima sconfitta elettorale, il circolo di Spinaceto era ridotto a pochi militanti, disorientati, che testardamente non hanno mollato, non si sono rinchiusi all’interno del circolo a fare autocoscienza. Al contrario, partendo da ciò che era rimasto in piedi, hanno cominciato a ricostruire il lavoro di massa e la struttura organizzata all’interno del lavoro politico.

Così, a partire dallo storico presidio dell’Unione Inquilini, poco a poco si sono rimesse in piedi strutture di lavoro e si sono riattivate le forze.

Si è scelto di ripartire dal basso, dal lavoro sul territorio, senza attendere orientamenti e indirizzi che difficilmente allora potevano arrivare, stante lo stato in cui versava la Federazione Romana. Si sono individuati nel lavoro e nei bisogni della gente  i filoni privilegiati su cui agire, la bussola da seguire.

Si è attivato il GAP, che in due anni è cresciuto moltissimo, e si è passati dal solo pane ad 1 € al kg di allora  ad una rete di 80 associati oggi, che stabilmente fanno ricorso ai servizi del Gruppo di Acquisto (molti di più  quando si parla di arance), e a molti generi alimentari distribuiti, diventando punto di riferimento per la gente del quartiere, tanto che altri ci stanno copiando. Attorno al GAP si è cominciato ad agglutinare di nuovo persone ed energie.

Poi è venuta la raccolta di firme per l’Acqua Pubblica, che ha segnato il punto più alto di consenso verso le proposte di cui siamo stati portatori. 1440 firme in tre mesi di campagna sono una pietra miliare, che non dobbiamo mitizzare, ma che stanno lì a testimoniare che la gente è sensibile ai temi che sente vicino e può uscire dal torpore mediatico. Subito dopo e venuta la raccolta di firme sulla proposta di legge sulle energie rinnovabili, che ha avuto anch’esso un buon successo in termini di firme raccolte e di consenso sui temi. Poi c’è stata la campagna referendaria, condotta in parte all’interno del Comitato promotore dei referendum,  in parte in autonomia e ancora una volta il riscontro positivo c’è stato, con l’alto numero dei votanti nonché dei risultati.

Per rimanere al tema dei banchetti di raccolta firme, vanno ricordate anche la campagna contro la  Parentopoli di Alemanno fino alla recente raccolta di firme per la Patrimoniale. Ogni volta che abbiamo piazzato un tavolino abbiamo raccolto centinaia di firme ed i mercati sono diventati un terreno naturale dove incontrare la gente, confrontarsi, tastare il polso dell’opinione pubblica, quella vera. La nostra riconoscibilità è sempre stata evidente e gli argomenti di confronto sono stati i più vari: dall’unità della sinistra al piccolo problema di quartiere.

Altrettanto importante è stata l’attenzione verso il mondo del lavoro sottoposto ad un attacco senza precedenti. Così, senza tentennamenti e fin dal primo momento ci siamo schierati con convinzione con la FIOM, sostenendone la battaglia da Pomigliano a Mirafiori, dalle mobilitazioni del 16 ottobre dello scorso anno a quelle del 21 gennaio, organizzando dibattiti e confronti, facendo informazione corretta sulla posta in gioco nelle aziende della zona.

Ancora, ultimo in ordine di tempo ma non per questo meno significativa, la mobilitazione di luglio scorso contro la paventata discarica nella nostra zona e la costituzione di un comitato NO discarica, assieme ad altri, che ha saputo agitare un tema molto sentito e che adesso, dopo essere entrato nel Coordinamento Rifiuti Zero Lazio, dovrà cambiare “ragione sociale” ed ampliare lo spettro d’azione.

In mezzo a tutto questo abbiamo continuato a fare politica, su temi vari, fra cui le politiche internazionali, abbiamo aperto la sede a soggetti ed attività diverse (scuola popolare, corsi di formazione informatica,..) ed abbiamo iniziato/continuato ad organizzare eventi musicali e non solo (festa dell’Acqua a maggio, concerto jazz a luglio, cineforum…) in particolare  con il Centro sociale.

Solo pochi mesi fa siamo stati artefici della risposta alla provocatoria ipotesi di smantellamento dell’edificio che ci ospita, coagulando attorno a poche parole d’ordine anti-speculative la reazione dei soggetti che questo edificio fanno vivere.

Ultimo in ordine di tempo l’iniziativa sulla crisi, che ha visto la presenza di ospiti significativi, una buona partecipazione ed un buon dibattito.

In questi due anni siamo quindi cresciuti come mole di lavoro fatto, come credibilità fra la gente e come iscritti/militanti, in maniera costante e progressiva. Questo ci deve incoraggiare a fare di più e meglio.

Tutto bene dunque? Tutto positivo?

No. Vediamo perché.

OGGI

Se da un lato siamo diventati punto di riferimento per la gente (per lo meno per una parte) per tutta una serie di problematiche, dall’altro la nostra dimensione attuale è limitativa per poter fare fino in fondo  tutto ciò che serve per la gente dei nostri quartieri, che vivono una progressiva incuria da parte dell’amministrazione e conseguentemente un degrado fisico oltre che di rapporti sociali, e che sono oggetto di aggressione speculativa da parte delle lobby di affaristi. Siamo presenti solo marginalmente sui bisogni e i disagi quotidiani e sporadicamente su alcuni territori.

Siamo però presenti in quei settori di movimento che esistono nei nostri quartieri: Acqua Bene Comune, No rifiuti.

Nei nostri territori è assente un discorso sulla cultura che sia all’altezza, esistono cose sporadiche, ma che sono ben lungi dall’essere sufficienti. Esiste un teatro, il Centro sociale che ospita musica e anche noi abbiamo dato un piccolo contributo, troppo poco per essere sufficiente.

I nostri punti di forza sono sicuramente da ricercarsi nella tenacia con cui affrontiamo la realtà quotidiana, lo spirito di abnegazione dei compagni, la determinazione  e la consapevolezza di essere nel giusto. Nella nostra attività siamo sempre stati aperti al confronto con le altre forze politiche e sociali presenti, con cui ci siamo sempre confrontati e misurati con rispetto e con lealtà.

Non siamo rappresentati nel consiglio municipale e questo ci ha tagliato fuori dalla conoscenza sulle decisioni che vengono prese, anche se non abbiamo manìe istituzionaliste.

La nostra dimensione attuale di presenza e di militanza è più che dignitosa, rispetto al triste panorama politico del nostro territorio, ma ci consente solamente la gestione dell’esistente e basta qualche influenza a metterci in difficoltà. In altre parole non siamo sufficienti per fare tutto ciò che serve oggi.

Altri punti di debolezza  sono sicuramente da ricercare nello scarso numero di giovani, donne e migranti che ci frequentano. Questo ci deve far riflettere molto e deve indurci a comprenderne i motivi per poi poter invertire questa tendenza. Non possiamo accettare limitazioni così importanti.

DOMANI

A partire dalla consapevolezza di ciò che siamo e dall’analisi della fase politica e dei nostri territori, abbiamo elaborato un programma politico da agire a partire da domani.

Non abbiamo ancora terminato la traversata del deserto, ma abbiamo accumulato energie per poter fare un salto di qualità. Abbiamo intenzione di sferrare un’offensiva a 360° per aggredire i problemi, proporre soluzioni e rilanciare il conflitto con il coinvolgimento diretto della gente , nella convinzione che nella partecipazione e nella lotta non delegata  sta il segreto  del radicamento e del successo delle iniziative.

Vogliamo ridare voce alla gente, far sì che prenda coscienza della propria forza e recuperi fiducia in sé stessa. Ci confronteremo con tutti i soggetti presenti ed attivi sul territorio, senza voler mettere cappelli in testa a nessuno, ma anche senza svendere il nostro patrimonio di valori e di idee, con la volontà di giungere a sintesi e pratiche condivise,

Lavoreremo per favorire l’autorganizzazione dei conflitti e la diffusione di pratiche sociali di opposizione vincente, terremo alto il livello di guardia sul terreno dell’antifascismo e dell’internazionalismo.

In sintesi vogliamo far crescere la coscienza e la qualità della vita della gente nei nostri quartieri.

Agiremo in controtendenza rispetto alla situazione politica e faremo sentire alta la nostra voce fuori dal coro, organizzando il lavoro per campagne, declinando le nostre proposte fra la gente:

–          lotta contro i canoni in nero, e per il diritto all’abitare senza essere dissanguati,

–          battaglia contro il degrado e l’incuria dei quartieri, con una riqualificazione degli stessi senza divenire preda delle lobby affaristiche,

–          trasporti pubblici finalmente efficienti,

–          introduzione e/o estensione della raccolta differenziata dei rifiuti con modalità porta a porta,

–          cultura fruibile per tutti.

Apriremo ulteriormente la nostra sede facendola diventare ancora di più di oggi  sportello per l’erogazione di servizi alla cittadinanza, in modo che assuma la configurazione di luogo aperto e punto di aggregazione e di riferimento sociale per chiunque cerchi una sponda politica e sociale, o solo risposte, informazioni.    Integreremo le attività svolte per la collettività, con la disponibilità ad ospitare il prossimo Sportello dell’Acqua.

Estenderemo la nostra presenza in maniera costante nei quartieri confinanti di Vitinia e Torrino/Decima: da domani saremo il circolo di Spinaceto-Torrino-Vitinia.

Ci raccorderemo in maniera più stretta con gli altri circoli presenti sui territori limitrofi, a partire dal XII° municipio e con la FDS, per rendere le nostre idee politicamente più forti.

Porteremo le nostre proposte all’interno delle istituzioni locali pur non facendone parte.

Insomma, da domani Rifondazione ci sarà più di prima e se ne accorgeranno tutti.

Sarà dura, perché gli effetti della crisi e l’evoluzione del quadro politico ci inducono a pensare che il peggio deve ancora arrivare e l’uragano che si abbatterà nei quartieri sarà devastante, ma dobbiamo lavorare perché la gente ritrovi la voglia di lottare e la fiducia in sé stessa, a partire dalle cose di tutti i giorni.

Vogliamo far crescere la coscienza sociale della gente sul territorio, a partire dalla difesa dei beni comuni, facendo crescere la convinzione che anche a partire dai quartieri “un altro mondo è possibile”.

ORGANIZZAZIONE (GRUPPI DI LAVORO)

Il lavoro del circolo sarà articolato nei seguenti gruppi di lavoro, ciascuno con un responsabile:

  • casa e abitare
  • comunicazione
  • lavoro
  • movimenti
  • territorio e ambiente
  • cultura
  • giovani
  • trasporti  e servizi
  • corsi

Spinaceto, 12 novembre 2011

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