Congresso 2013 – Documento Congressuale del Circolo di Rifondazione Comunista “A Burocchi” di Spinaceto

Questo Congresso del Partito della Rifondazione Comunista si svolge nel perdurare devastante della crisi nel corso della quale i governi filoliberisti Monti e Letta-Alfano hanno obbedito convintamente alle direttive della Troika (Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) e continuano ciecamente a portarle avanti contro ogni ragionevolezza e nella colpevole e gravissima incomprensione degli effetti da esse causati. I “sacrifici” di cui i ricchi si riempiono la bocca sono imposti con la complicità dei media di regime ai lavoratori dipendenti, ai precari, ai pensionati, ai giovani, ai migranti, agli strati subalterni e più svantaggiati della società, che pagano il conto degli errori e delle ruberie compiute dalle classi dirigenti rapaci e incapaci corazzate nella loro ricchezza.

Il capitalismo neoliberista responsabile della crisi ha contemporaneamente moltiplicato gli attacchi ai territori, attraverso lo sfruttamento fisico (la Tav, l’autostrada Roma-Latina, il “Corridoio Tirrenico”, lo smaltimento illegale dei rifiuti…) e la devastazione sociale.

In questo contesto è mancato un valido movimento di opposizione, che si è espresso solo a tratti e su singoli aspetti, avendo a volte come obiettivo non il nemico di classe, ma più genericamente la corruzione o i comportamenti moralmente riprovevoli del potente di turno o i costi della politica. E’ vero che corruzione, immoralità, costi della politica sono elementi che hanno contribuito all’attuale sfascio, ma concentrarsi solo contro di essi ha per lo più impedito di riconoscere e combattere il carattere reazionario delle politiche di tutti i governi senza distinzione dal 2008 in poi.

Diversamente, il precedente Congresso fu svolto in un clima diverso, di speranza, dopo la vittoria nei Referendum in difesa dell’acqua pubblica e contro il nucleare, vittoria a cui il Partito della Rifondazione Comunista aveva dato un contributo importantissimo, sia nella fase della raccolta delle firme, che nella campagna referendaria prima del voto. Ora, dopo due anni e mezzo da quella vittoria, siamo di fronte al rischio di sparizione del Partito.

 

Nel territorio del IX Municipio, in cui il Circolo “A. Burocchi” opera, si sono moltiplicati i tentativi di attuare devastanti speculazioni, dalla Formula 1, allo scandalo dei Punti Verde Qualità, all’autostrada Roma-Latina, al nuovo mega centro commerciale sulla Laurentina, allo stadio di Tor di Valle, alla discarica a Falcognana.

Il nostro Circolo è sempre stato in prima fila nelle lotte e nei Comitati contro la devastazione e la speculazione, contribuendo in misura fondamentale a bloccarne alcune (la Formula 1, i  PVQ, la discarica a Falcognana). Partecipiamo con convinzione al  Comitato No-autostrada Roma-Latina, al Comitato dei pendolari della Roma-Lido, al Comitato Rifiuti Zero del IX Municipio.

Tra le nostre attività più importanti ricordiamo le campagne nazionali in difesa dei diritti, in particolare in difesa dell’art. 18 dello statuto dei Lavoratori, contro la controriforma delle pensioni del ministro Fornero (contro le quali abbiamo raccolto 700.000 firme, di cui 1.500 solo questo Circolo, per due referendum che la decisione del presidente Napolitano di sciogliere le camere entro il 31 dicembre scorso ha impedito di celebrare), e la nostra campagna regionale contro i privilegi dei consiglieri e degli assessori della regione Lazio (campagna che ha costretto la nuova giunta ad abolire i vitalizi per evitare di affrontare il referendum regionale per cui avevamo raccolto le firme).

Il Circolo “A. Burocchi” inoltre ha promosso e svolto importanti attività sociali: l’Unione Inquilini, il Gruppo di Acquisto Popolare, lo sportello acqua, l’Associazione Culturale Art.Ura.

 

In previsione delle elezioni amministrative, con la realizzazione della nostra Piattaforma, con un lavoro durato più di un anno e mezzo, abbiamo dato un esempio importante di capacità di elaborazione teorica e di aggregazione e collaborazione con altre forze politiche e sociali (PdCI, parte di Alba, Verdi, Comitati di Quartiere, Associazioni, singoli cittadini): riteniamo che questa debba essere la nostra linea guida per il lavoro sul territorio nel futuro.

 

Non vogliamo nascondere i nostri limiti: abbiamo trascurato l’aspetto istituzionale e la partecipazione di nostri militanti dentro ai Comitati di Quartiere. A questo proposito va pure detto che molti di questi in realtà sono bloccati, semi-inesistenti e non operativi, occupati a volte da persone interessate ai propri fini personali: abbiamo chiesto al nuovo Presidente di Municipio l’indizione di nuove elezioni per tutti i quartieri.

Altro forte limite è stata la nostra scarsa presenza nel mondo giovanile, pur non sminuendo alcuni importanti eventi realizzati nelle scuole, come la proiezione del documentario sulla strage nazifascista di S. Anna di Stazzema.

 

Riteniamo che il doppio fallimento alle elezioni politiche e alle elezioni amministrative sia stato dovuto alla nostra scarsa credibilità, senza attribuire tutta la colpa al meccanismo perverso del “voto utile” dovuto allo schiacciamento bipolarista, e pur in presenza di un programma elettorale giudicato, da chi ha potuto conoscerlo, valido. Le aggregazioni che abbiamo costruito, sia a livello nazionale con Rivoluzione Civile, sia a livello locale con la coalizione Sinistra per Roma, e i nostri tentativi di aggregazione sociale con Cambiare si può e il Comitato No debito non hanno portato risultati positivi.

Vogliamo però cogliere questa occasione per denunciare la più grave debolezza del Partito: la divisione in correnti, più attente alla polemica e alla lotta intestina che a mettersi in sintonia con le necessità e i bisogni espressi dalla nostra classe di riferimento. Le correnti si sono mostrate tese al controllo di quel che restava del Partito e hanno trascurato l’effettivo radicamento di massa: questo deve essere assolutamente superato, perché altrimenti non c’è linea politica che tenga.

 

Nel lavoro sul territorio abbiamo intenzione di ripartire dalla nostra piattaforma, moltiplicare gli interventi locali articolandola in ogni quartiere, dalla campagna contro le centinaia di migliaia di metri cubi di cemento destinati ad accompagnare la speculazione del nuovo stadio di Tor di Valle, alla denuncia delle insufficienze o della vera e propria malagestione dell’Atac e del Cotral relativamente ai collegamenti tra i quartieri o alle condizioni di esercizio del trenino Roma-Lido. Continuerà la nostra convinta partecipazione ai Comitati No Autostrada Roma-Latina e Rifiuti Zero.

Intendiamo proseguire ed ampliare il nostro intervento sui temi sociali come la casa, i gruppi di acquisto, la cultura, attraverso gli strumenti che ci siamo dati, rafforzando l’idea di partito sociale

Sui nostri temi cercheremo di aggregare tutte le energie disponibili e rilanceremo in confronto con il IX Municipio. Avvieremo un lavoro più continuo e strutturato sul coinvolgimento dei giovani. Per lavorare a tutti questi obiettivi pensiamo utile organizzare tra gli iscritti dei gruppi di lavoro tematici.

L’aggregazione dovrà avvenire su solide basi anticapitaliste e antiliberiste, in alternativa con l’attuale centro sinistra.

 

Avanziamo alla nuova segreteria nazionale del Partito due proposte per due campagne intese a contrastare la colonizzazione dell’immaginario che l’ideologia neoliberista ha realizzato nell’ultimo trentennio.

 

1. Nella nostra comunicazione, sia quella ufficiale realizzata attraverso i siti internet, da quelli nazionali a quelli dei circoli, nei blog, nelle mail, sia quella privata, rifiutiamo, nel riferirci ai partiti al governo, di utilizzare le dizioni “centro” e “centro-sinstra”; parleremo solo di “destra”, cogliendo la natura regressiva di tutte le formazioni politiche che hanno partecipato al governo Monti e partecipano al governo Letta-Alfano. In Italia esistono tre destre: una destra razzista e ladrona, una destra populista, piduista, e una destra sedicente moderna, borghese, confindustriale, affaristica. In futuro, riferendoci al PD, lo definiremo “la destra moderna, confindustriale, affaristica, del PD”. “Sinistra” siamo solo noi: non merita l’aggettivo di sinistra chi ha votato le leggi Fornero, chi vuole la TAV, chi vota continuamente il rifinanziamento delle missioni di guerra. Ridiamo noi il giusto nome alle cose e imponiamolo all’esterno.

2. Una campagna di controinformazione parlando dei crimini, delle guerre e delle devastazioni realizzate dal capitalismo neo liberista in questi ultimi 30 anni, un “libro nero del capitalismo” la cui diffusione, pur nei limiti delle nostre forze, potrà raggiungere molte centinaia di migliaia di persone in questo modo: ogni sei/otto settimane pubblicheremo un capitolo del libro nero su quattro facciate a4, facilmente riproducibile; lo diffonderemo attraverso tutti i mezzi a costo zero dai siti ai blog alle mail a fb, ma soprattutto lo volantineremo nelle strade: se ci poniamo l’obiettivo che ogni circolo distribuisca 2000 copie di ogni capitolo,  ogni militante diffonda altre 50/100 copie tra i colleghi, gli amici, i parenti, considerando una campagna di otto/dieci capitoli della durata di 15/18 mesi, potremo raggiungere molte centinaia di migliaia di persone, forse milioni. La parola libertà è stata infangata dai liberisti: ricolonizziamo l’immaginario, è sufficiente raccontare la verità dei fatti.

 

Riteniamo che quello che abbiamo fatto, come Partito a livello nazionale e come Circolo a livello locale, abbia un valore importante: la nostra è una chiara collocazione di classe in difesa degli ultimi. Riteniamo che sia una lotta giusta, continueremo in questa direzione.

 

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