Dal sito dell’Unione Inquilini, sulla speculazione edilizia a Tor di Valle

Stadio delle roma: dalla Raggi, ennesimo regalo alla speculazione

7522211_MGTHUMB-INTERNADopo un procedimento accelerato che ha scavalcato tutte le regole democratiche, il Consiglio Comunale ha approvato la delibera che riconosce ”il pubblico interesse”  sulla proposta di realizzazione dello Stadio e annesso Business Park a Tor di Valle.

Perchè affermiamo che siamo di fronte all’ennesima speculazione edilizia:

– i proponenti Pallotta, finanziere americano presidente della societĂ  di calcio Roma ed il costruttore Parnasi, societĂ  Eurnova, acquistano, solo parzialmente, un’area a Tor di Valle destinata secondo il vigente  Piano Regolatore ad attrezzature sportive (Verde privato attrezzato) e Parco fluviale.

Il prezzo d’acquisto è ovviamente molto basso visto che non si può costruire né uffici né abitazioni,

per gli ovvi motivi che siamo in un’ansa del Tevere classificata R3, R4, cioè ad alto rischio idrogeologico.

– i “nostri proponenti” facendo ricorso ad un comma della legge n.147/2013 (erroneamente chiamata legge sugli stadi in realtĂ  è la legge di stabilitĂ  del 2013) chiedono al Comune di Roma di concedergli una variante al Piano Regolatore per poter costruire anche un Business Park (uffici, centro commerciale, alberghi) da un milione di metri cubi.

– ma per poter ottenere la variante il Comune deve riconoscere un “pubblico interesse” a tal fine i proponenti  allegano al progetto l’impegno a realizzare una serie di “opere pubbliche”, in realtĂ  sono principalmente modifiche al sistema viario per facilitare l’accesso ed il deflusso in quell’area.

– la Giunta Marino nel 2014 in modo molto solerte  ed entusiasta con la delibera 132/2014 riconosce “il pubblico interesse”

– per costruire lo Stadio (erroneamente detto della Roma, in realtĂ  di proprietĂ  di Pallotta ed affittato alla scietĂ  calcio Roma per trenta anni al prezzo di due milioni anno!) e le strutture di Trigoria non è richiesta alcuna variante al Piano Regolatore in quanto la  cubatura disponibile con le attuali norme  è piĂą che sufficiente, ricordiamo che è giĂ  presente un Ippodromo e annesse stalle che saranno abbattuti

– i “nostri proponenti” quando espongono il loro progetto a giugno 2014 presso il Comune, negli allegati, a conclusione dell’esposizione del progetto A (Stadio e impianti Trigoria),  affermano,però, che tale operazione comporta per loro una perdita di circa 250 milioni!

Ecco, quindi, che per l’ equilibrio economico finanziario dell’operazione è necessario realizzare il progetto B che contempla anche la costruzione del Business Park!

– non tutto fila liscio, nasce il Comitato Tor di Valle il quale informa correttamente i cittadini e smaschera la “foglia di fico” dello Stadio, si muovono anche  associazioni ambientali ed il percorso della successiva Conferenza dei Servizi in Regione diviene tortuoso fino alla bocciatura finale ad Aprile.

 

– Con la nuova delibera sostanzialmente non cambia nulla, si concede sempre la variante al Piano Regolatore per costruire un Business Park con cubature ridotte del 50% ma anche con relativa riduzione del 50% degli oneri a carico dei proponenti. Questi realizzano comunque un affare enorme, ecco i numeri:

140.000 mq concessi al valore (determinato dai proponenti stessi) di 6000 euro/mq per un totale di circa 1 miliardo di euro!

 

Il M5S ha effettuato una svolta a 180 gradi, durante il dibattito del 2014, nel quale la maggioranza PD /Marino approvò la prima delibera, si schierarono nettamente contro e la loro opposizione divenne un punto di programma nella battaglia elettorale che li portò al successo. “Moratoria delle previsioni di nuove espansioni per verificarne le reali necessità e blocco delle edificazioni su aree a rischio idrogeologico e su quelle agricole.” Questo scrivevano nel programma

 

Questa vicenda ci conferma che i veri padroni della cittĂ  sono sempre loro, finanzieri e costruttori,

i quali continuano ad imporre lo stravolgimento delle regole finalizzato alla realizzazione del massimo profitto personale determinando, però, uno sviluppo caotico ed irrazionale della città che pagano tutti i cittadini.

 

Da i prossimi giorni lo scontro si trasferisce nuovamente in Conferenza dei Servizi nonché nelle aule giudiziarie perchè sono vari i ricorsi già annunciati.

 

Troppi i punti critici, al limite della legalità,  anche in questa delibera.

 

– la procedura d’urgenza adottata ha impedito i lavori nelle Commissioni competenti sia in Municipio che al Comune e l’assenza totale di confronto con i cittadini come previsto dai regolamenti

– l’area nella quale dovrĂ  sorgere lo Stadio ed il Business Park e di proprietĂ  dei proponenti solo per il 61% (circa 544.000 mq) mentre il restante e di altri proprietari e dovrĂ  essere il Comune di Roma ad effettuare gli espropri.

Il Comune espropria aree da  concedere a privati per realizzare opere private, è clamoroso!

– inoltre l’area acquistata è stata saldata solo per 600.000 euro su un totale dovuto di 42 milioni,

come certificato da uno studio del giudice Imposimato

-come si può affermare che c’è un “pubblico interesse” se ciò che verrà costruito è tutto di proprietà privata

–  la delibera afferma che le “opere pubbliche” devono essere realizzate tutte e contestualmente altrimenti decade il diritto edificatorio, pare un’affermazione propagandistica e irreale

– unificazione Via del Mare con Ostiense dal GRA fino al nodo Marconi nella delibera non c’è il programma dei lavori con i tempi,

– Ponte dei Congressi per collegare la zona Tor di Valle alla Roma- Fiumicino ed i due versanti del Tevere, la competenza è pubblica ma non si conoscono i tempi di inizio nĂ© di realizzazione

– nella delibera si afferma che almeno il 50% degli spettatori, circa 27.500 persone, dovrĂ  utilizzare il trasporto collettivo  su ferro affermazione veramente irreale

– la linea ferroviaria FL1 (Roma – Fiumicino) dovrebbe trasportarne 7.500 ma la frequenza attuale

è di  una ogni 15 minuti e nella ora precedente le partite (questa è l’unità di misura di riferimento)

con sole 4 corse non sarĂ  possibile avvicinarsi a tale obiettivo

– la linea Roma – Lido dovrebbe trasportarne 20.000 quindi dovrebbe passare dalle attuali 3-4 corse l’ora a 16, una ogni 4 minuti, per raggiungere tale obiettivo occorre rifare tutta la infrastruttura (cabine elettriche, segnalazioni elettroniche , dispositivi di sicurezza…) ed almeno una decine di nuovi treni nonchĂ© l’assunzione del relativo personale necessario per la conduzione. I 45 milioni messi a disposizione dai proponenti non saranno assolutamente sufficienti

– se saltano gli obiettivi di trasporto pubblico su ferro aumenterĂ  vertiginosamente il numero di vetture private per accedere all’area ma i parcheggi previsti sono solo per circa 10.000 vetture

– per eliminare il rischio idrogeologico i proponenti si assumono l’onere di rinforzare gli argini del Fosso di Valleranno e di quello di Acqua Acetosa Ostiense ma ciò non è sufficiente perchĂ© un simile carico di cemento diminuisce notevolmente la capacitĂ  di assorbimento di quei terreni con il conseguente rischio che le fogne delle zone limitrofe non riusciranno a scaricare al Tevere.

Già tre anni fa i quartieri limitrofi Decima, Torrino Sud e Mostacciano in occasioni di piogge rilevanti rimasero isolate per molte ore in quanto le strade si allagarono perché il Tevere, alzandosi di livello, invece di assorbire le acque piovane le faceva refluire dalle caditoie pluviali dei quartieri limitrofi. Per superare un simile problema occorre un potente sistema di idrovore che si assume il compito di scaricare le acque a valle, chi si accolla questo onere nella delibera non c’è traccia

– il Business Park dimezzandosi di cubature avrĂ  uffici con capacitĂ  di posti che passeranno dalle 14.000 unitĂ  della prima delibera a circa 7.000 di questa, ma dove sta la necessitĂ  di tale offerta se giĂ  ora da un piccolo censimento svolto nelle aree prossime si contano decine di edifici uso uffici inutilizzati?

In conclusione dobbiamo constatare che anche questa giunta targata M5S, forza politica che si presentava come soggetto di discontinuità  e paladino degli interessi dei cittadini,   si dimostra molto attenta e solerte nell’accontentare l’interesse privato dei soliti potenti accollandosi anche costi notevoli che graveranno sul bilancio e debito del Comune.

Molto meno attenta ed efficiente ad affrontare un problema gravissimo come quello, ad esempio, della casa, a fronte di circa 5000 sfratti esecutivi per morositĂ , alle otto mila famiglie in graduatoria in attesa di una casa popolare, alle 1300 famiglie alloggiati nei Residence, alle migliaia di famiglie presenti nelle occupazioni, in una cittĂ  in cui, invece, riscontriamo decine di migliaia di case vuote nulla viene fatto. Gli Uffici delle Politiche Abitative sono stati lasciati senza direzione politica e solamente qualche giorno fa la Sindaca ha assegnato la responsabilitĂ  sul tema casa.

 

Deo Peppicelli

Responsabile Unione Inquilini Spinaceto

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