SPECULAZIONE DI TOR DI VALLE: COSA STA SUCCEDENDO AL MUNICIPIO 9 E AL COMUNE?

Avevamo sempre sostenuto che il progetto di cementificazione di Tor di Valle, nella sua pesantissima opera di speculazione edilizia e finanziaria e con tutte le implicazioni che si portava dietro,  era un po’ lo spartiacque della politica, sia a livello territoriale che romano, una sorta di banco di prova da una parte  per i poteri forti che comandano a Roma  e che con questo progetto volevano/vogliono ribadire che loro possono fare quello che vogliono, dove vogliono e come vogliono, fregandosene non solo dei cittadini, ma anche delle leggi e delle norme che regolano il vivere civile e dall’altra per la politica, operando una cesura non rimediabile fra chi pensa che la politica debba difendere gli interessi primari della gente e chi invece fa da scendiletto ai suddetti poteri forti: in parole povere fra sinistra e destra, al di là del nome teorico dei partiti.

Non staremo qui ad analizzare il progetto, l’abbiamo fatto molte volte denunciando gli aspetti di assoluta inconsistenza, da quelli del rischio idrogeologico ai problemi della mobilità, ed altri dopo di noi ed insieme a noi hanno a loro volta puntato il dito con forza sull’inconsistenza di tutta l’operazione, ma oggi quella che è stata giustamente definita come la più grossa speculazione del dopoguerra a Roma, pari a 10 Hilton (che già fu uno scandalo) sta arrivando ad un punto di svolta, dopo mesi in cui la coppia Parnasi-Pallotta  spargeva ottimismo a volontà, l’ottimismo degli annunci, ricordate: “a maggio 2017 Totti darà il calcio di inizio nel nuovo stadio”?

Per ora siamo ancora alle carte, per fortuna. Il 3 novembre scorso la Regione, come da copione ha aperto la conferenza dei servizi decisoria sul tema, a cui parteciperanno tutti gli attori a vario titolo coinvolti.

*****

Nel gennaio 2014 il circolo del PRC di Spinaceto, in splendida solitudine, scrisse una lunga lettera all’allora sindaco Marino evidenziando tutti i rischi certi dell’operazione e i ritorni praticamente nulli per la popolazione residente, mentre il panorama politico romano era ancora distratto da altri argomenti, Marino era ancora saldamente in sella, e il progetto stadio era un sogno con cui tenersi buoni i tifosi romanisti. Poi nell’estate Marino vola negli USA a prendere ordini da Pallotta ed al suo ritorno tutta l’operazione subisce un’accelerazione. Il PD in ossequio alla sua politica di braccio armato dei palazzinari (alcuni, non tutti) parte lancia in resta ed obbliga i municipi interessati (9 e 11) a votare delibere di consenso al progetto, anche senza discussione e confronto con la cittadinanza. Così in tutta fretta, in una mattina di settembre il consiglio del 9 municipio vota la mozione in maniera bipartisan e piuttosto frettolosamente (all’ordine del giorno c’era la più interessante decisione sui mercatini di Natale!) e a noi poveri cittadini furono concessi ben 3 minuti di intervento, l’unico momento in cui i cittadini hanno potuto dire qualcosa sull’argomento. Questa è la democrazia targata PD e centro-sinistra dalle nostre parti. Furono approvati una serie di emendamenti migliorativi, tutti respinti poi dal comune.

Al Campidoglio le cose non andarono meglio ed il 22 dicembre il Comune di Roma, sempre in maniera bipartisan a dimostrazione che gli affari sono trasversali, votò abbastanza compatto, con solo 8 voti contrari e 3 astenuti, la famigerata delibera n° 132 con cui si riconosceva la pubblica utilità e si concedeva alla coppia di affaristi Parnasi-Pallotta   il via libera al progetto truffaldinamente chiamato Stadio della Roma, ma che in realtà portava a casa un affare da un miliardo di euro sotto l’ombrello del pubblico interesse. Il Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento presente in aula non solo non fu sentito, nonostante avesse portato oltre 2.000 firme di residenti contrari all’operazione, ma fu addirittura sbeffeggiato dai rappresentanti di quel centro sinistra servitore dei palazzinari. Il Movimento 5 Stelle si oppose sia in municipio che in comune, il PD e SEL votarono compatti a favore della delibera, con solo due eccezioni in Campidoglio e al municipio (non voti contrari ma non partecipazione al voto).

*****

In questi due anni il progetto dopo non ha fatto molta strada, un po’ perché è un pessimo progetto, lacunoso e pieno di aspetti che non stanno in piedi e che sono facilmente attaccabili anche da chi non è un esperto e ne fa una lettura leggera, un po’ perché nel frattempo è cambiato lo scenario politico a Roma, com’è noto. Marino è stato cacciato (ma ha lasciato la polpetta avvelenata), è scoppiato l’affaire Mafia capitale ed il M5S guida la città.

Dopo la bocciatura delle Olimpiadi, negli ambienti degli affaristi c’è il rischio di vedere sfumare tutto il business che ormai sentivano di avere già in tasca. Nel frattempo le carte sono arrivate in Regione e da allora è cominciato il ping-pong fra Regione e Comune, fatto di punzecchiamenti, accuse, annunci. Il progetto non piace a nessuno dei due ma nessuno si vuole prendere la responsabilità di essere il soggetto che prende la decisione finale, così è cominciato un passaggio del classico cerino acceso da una mano all’altra per vedere chi alla fine si brucerà. Il Comune potrebbe rivedere l’inesistente pubblica utilità e quindi annullare la delibera precedente, ma non lo fa, la Regione potrebbe a sua volta decidere che il progetto non sta in piedi e quindi bocciarlo, ma neanche lei lo fa. E quindi, per dirla in termini calcistici, entrambi fanno melina a centro campo.

Al municipio la situazione invece è addirittura Kafkiana. Sollecitata dal Comitato di Tor di Valle, la Commissione Urbanistica il 24 ottobre ha votato una mozione che, fra l’altro, impegnava il Presidente a “dichiarare la non sussistenza dei presupposti per la dichiarazione di pubblica interesse”. Sembrava fatta, e invece no. Il 2 novembre il Consiglio, a maggioranza M5S, dopo il dibattito approva una risoluzione (n° 27/16) molto più debole, in cui si invita il Presidente genericamente a chiedere al Comune di “verificare la sussistenza o meno dei presupposti per la dichiarazione di pubblico interesse” e la correttezza di tutto l’iter. Come si vede c’è una bella differenza fra le due prese di posizione, anche se la maggioranza oggi è dei “pentastellati” che quando erano opposizione si sono battuti coerentemente e fortemente contro l’operazione Business Park, ma oggi che sono al governo sembrano molto più timidi ed impacciati, sembra che abbiano il freno a mano tirato. Ma la cosa buffa non finisce qui.

 

Il PD quando era al governo al Comune e al Municipio ha incoraggiato in tutti i modi l’operazione Tor di Valle, anzi è stato lo strumento principale attraverso cui i famelici costruttori hanno ottenuto il via libera, oggi che è all’opposizione pare abbia cambiato pelle. Al municipio ha presentato un emendamento che chiedeva la revoca della pubblica utilità concessa (da loro stessi) due anni fa, ma la maggioranza grillina l’ha bocciata! Che dire? Ora che non governano più sono rinsaviti all’improvviso? Oppure sotto c’è qualche trappola che noi umani non vediamo? Bizzarrie della politica? Gioco delle parti? Schizofrenia? Chi più ne ha più ne metta! C’è malafede? Probabilmente si può parlare di schizofrenia politica o di biechi calcoli, poiché l’ex Presidente Santoro dopo aver votato per la revoca della pubblica utilità pochi giorni dopo cambiava di nuovo idea ed assieme all’ex presidente del municipio 11 chiedeva di procedere con il progetto. Mah! Che fenomeni!

Un discorso a parte merita l’assessore comunale all’Urbanistica Paolo Berdini, uno di noi, strenuo oppositore contro tutto il progetto fino all’inizio dell’estate quando è diventato assessore: da allora si sono susseguite interviste ai giornali con prese di posizione (riportate dai giornalisti) che definire ambigue è dir poco e a cui non è seguita nessuna smentita. Recentemente la sua posizione (desunta sempre dai giornali perché non lo abbiamo mai potuto incontrare personalmente) è apparsa più sfumata, dai contorni non del tutto chiari. Ed arriviamo agli ultimi giorni, quando addirittura, a fronte finalmente di un suo chiaro intervento in Conferenza dei servizi (Si allo stadio, No alle cubature extra di grattacieli e centro commerciale) sono cominciate a circolare le voci di un suo isolamento nella giunta e forse di dimissioni.

In ballo ci sono le penali o il risarcimento per le attività progettuali già svolte dal proponente, si dice, ed è per questo che c’è questo stucchevole ping-pong fra Comune e Regione. Intanto è tutto da dimostrare che ci sarebbero da pagare penali in caso fosse fatto decadere il progetto, non c’è un contratto, non c’è una bozza di convenzione, non c’è niente, a parte la sciagurata delibera 132. E comunque sia, anche ci fosse da rimborsare il proponente delle sole spese sostenute finora, sarebbe sempre poca cosa rispetto alle spese che il Comune di Roma, cioè noi comunità, dovrebbe sostenere come opere di urbanizzazione e a sostegno del progetto. Per non parlare di quello che dovrebbero sostenere i cittadini di Decima e Torrino, ma anche quelli del 10° municipio in termini di peggioramento della qualità della vita.

Così anche i Cinque Stelle fino a ieri gladiatori nell’arena contro le fiere del PD ed alleati, oggi sembrano possibilisti, più sensibili alle sirene dei poteri forti che pure dicevano di voler combattere. Se le ipotesi più pessimistiche dovessero sciaguratamente avverarsi è chiaro che il M5S diventerebbe automaticamente la controparte da combattere e non più un interlocutore.

Deve essere molto chiaro a tutti che non ci accontenteremo di sopportare un grattacielo e mezzo invece di tre, come eventuale concessione alle nostre richieste.

Non ci presteremo a patteggiamenti del genere. La speculazione non deve passare. Punto e basta. Noi non ci fermeremo finché il progetto non sarà accantonato definitivamente. Se il M5S ha cambiato idea dovrà pagare un prezzo nei confronti dei suoi elettori e sul PD non facciamo nessun affidamento, sappiamo che il suo posizionamento è saldamente a fianco degli speculatori e dei palazzinari.

Noi continueremo ad esserci e saremo a fianco di tutti quelli che praticano la coerenza fra le parole e i fatti.

MM

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Attività del Circolo del PRC di Spinaceto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...