Cronaca di una votazione annunciata….. Ovvero: la Delibera sullo Stadio a Tor di Valle in Consiglio Comunale

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Quella di ieri lunedì 22 al Campidoglio è stata un’esperienza che rimarrà scolpita nella mente di coloro che come noi vi hanno partecipato dalla parte dei cittadini, portatori di interessi sani, come la difesa del territorio dal cemento, nonché di una petizione con 2.000 firme in calce che chiede al sindaco uno stop al progetto sciagurato di Tor di Valle. Un’esperienza molto istruttiva, che meritava di essere trasmessa su Rai Educational, in modo da far vedere alla popolazione come funzionano le istituzioni nel nostro paese.
Quando siamo arrivati eravamo un po’ spersi nella sala Giulio Cesare, che già brulicava di lavoratori della Multiservizi che urlavano le proprie ragioni. Poi finalmente, dopo le 10,30 si è cominciato a parlare di Tor di Valle. Già dalle prime battute si è capito subito che ci trovavamo in un circo, più che in un luogo istituzionale. Pensavamo di aver visto il peggio dopo aver assistito ai Consigli municipali del IX municipio e invece no. C’è sempre di peggio. In compenso ci siamo visti uno spettacolo gratis e senza uso di animali (inteso nel senso biologico del termine).
L’ambiente circense è personificato da una pletora di coloriti personaggi da tendone: c’erano i leoni (i consiglieri dell’opposizione che ruggivano e parevano voler sbranare chi metteva in dubbio le proprie parole) e i domatori (quelli della maggioranza che rintuzzavano le argomentazioni dei leoni), i giocolieri (che cercavano di destreggiarsi fra una dichiarazione di pubblico interesse e l’altra) e gli imbonitori (quelli che… non vi preoccupate che tanto ci pensiamo noi a vigilare che tutto proceda per il meglio …..), i saltimbanchi (che fra piroette ed avvitamenti carpiati volevano farci credere che quel cemento è cemento buono, portatore di progresso e di benessere) , gli acrobati (quelli che si arrampicavano sugli specchi e spacciavano il veleno per medicina) e gli immancabili clown, che facevano la spola fra il bar e il proprio seggio, richiamati a gran voce a premere il pulsante per votare su argomenti che neanche avevano sentito illustrare.
Uno spettacolo davvero grottesco, dove la retorica usata a piene mani negli interventi si è impastata con l’ipocrisia delle decisioni prese, spesso per niente coerenti con il contenuto delle argomentazioni. Abbiamo anche rivalutato le riunioni di condominio, dove un condomino arriva con qualche delega e fa pesare il proprio voto in funzione dei millesimi. Qui invece i consiglieri votano in prima persona indifferenti al dibattito, ma solo seguendo le indicazioni del proprio coordinatore di raggruppamento. Tanto vale votare per delega, sarebbe più onesto.
Come Comitato abbiamo cercato di intercettare qualche consigliere per illustrare le nostre ragioni. Così abbiamo avvicinato De Luca (PD), cui abbiamo ricordato le sue battaglie in difesa dell’ambiente di qualche lustro fa e che pareva vacillare sotto i colpi dei nostri argomenti, salvo rifugiarsi in corner: “state sicuri che se non saranno rispettati i vincoli che abbiamo posto la delibera decadrà”. Azuni e Battaglia (SEL) ci hanno dichiarato tutta la loro contrarietà all’opera (ma al momento del voto finale non erano in aula), Panebianco (PD): “ci sono interessi superiori, voi non potete capire”, i consiglieri del M5S che sono stati coerentemente contrari alla delibera ed a cui abbiamo consegnato copia delle firme raccolte ai banchetti, Nanni (PD) rifiuta perfino di rivolgerci la parola! Ma il pezzo forte è stato tal Peciola (SEL), il quale infastidito dalla nostra presenza ci ha addirittura gridato che lui poveraccio guadagna 1.500 euro al mese (di soldi comunque pagati da noi, ndr) e noi invece che abbiamo un lavoro siamo dei privilegiati perché abbiamo “il culo al caldo”; lo stadio si deve fare perché porterà 30.000 posti di lavoro! Niente male, per essere uno di sinistra e pure ecologica! In compenso abbiamo trovato la pietra filosofale: la disoccupazione si batte facendo gli stadi, quindi basta moltiplicare gli stadi ed abbiamo risolto buona parte dei problemi del paese! Singolare che da parte della variegata minoranza di destra siano venute critiche dure alla maggioranza al limite dell’ostruzionismo, salvo poi votare la delibera o astenersi, evviva la coerenza!
Il povero Panebianco ha avuto il suo bel daffare con quei monellacci della maggioranza che si assentavano frequentemente dall’aula mettendo a rischio il numero legale, tanto che la povera Proietti Cesaretti (SEL) è dovuta ricorrere alla berlusconiana modalità conosciuta come “da pianista”, facendosi beccare in flagrante mentre votava anche per i colleghi Battaglia e Peciola in quel momento assenti. Per fortuna che la presidente Baglio, comprensiva, bonariamente non ha annullato, bensì fatto ripetere la votazione! Ma d’altra parte il solito Panebianco ha dovuto strigliare gli scolaretti indisciplinati che chiedevano di rimandare la seduta, stante le difficoltà oggettive: “volete passare il Natale qua? Io no” e ha dovuto far passare una mozione che chiedeva il proseguimento ad oltranza per scongiurare un rinvio.
C’è anche da aggiungere che l’atteggiamento di gran parte dei consiglieri di maggioranza seduti sui propri scranni non è stato di massimo coinvolgimento, chi se la passava fra la lettura di un giornale, una chiacchierata al telefono, qualche sms, chi con un po’ di navigazione in internet. Dev’essere stata dura per loro! E per 1.500 euro al mese! Poveracci!
Alla fine la delibera è passata, come volevasi dimostrare. Contrari i consiglieri M5S, gli unici coerenti, e qualche cane sciolto di centro e di destra.
Adesso qualche riflessione meno faceta.
Intanto bisogna dire che è difficile comprendere il motivo per cui Marino, a valle di tutti gli scandali che hanno investito il Comune, invece di azzerare tutti i progetti che prevedono grandi opere per cercare di minimizzare il rischio di infiltrazione del malaffare, insista con il progetto su Tor di Valle, un progetto che non sta in piedi, basandosi su presupposti di interesse pubblico inesistenti o impossibili da realizzare a meno di impicci (rametto di metro Magliana – Tor di Valle, mobilità sull’Ostiense, inutile ponte sul Tevere, …). Sarebbe stato più ovvio bloccare tutto per dare un segnale forte alla città.
Ciò si può spiegare solo in parte se si legge lo scandalo Mafia Capitale come un regolamento dei conti fra poteri forti, quelli che governano davvero la città pur non stando nelle istituzioni ma utilizzandole, in cui la fazione che ha vinto ha espulso l’altra, quella mafiosa e più impresentabile, in modo da poter disporre poi di uno spazio più ampio di manovra a seguito del riposizionamento nella gestione del potere appunto. E’ probabile che Marino con l’operazione Tor di Valle abbia voluto ricompattare questo nuovo centro di potere. Anche per salvare la sua poltrona da sempre traballante.
E per fare questo ha deciso di andare avanti a testa bassa, serrando i ranghi della sua maggioranza per la verità un po’ riottosa e forse poco convinta, senza tener conto delle argomentazioni (concrete) di chi come noi ha messo a nudo tutte le assurdità del progetto. Per fare questo è ricorso anche a colpi bassi come quello di chiamare a raccolta gli ultras della Roma perché presenziassero alle sedute e facessero pressione sui consiglieri (di maggioranza e opposizione): una vera caduta di stile a voler essere buoni, una cosa vergognosa, quasi a voler prefigurare una “marcia sul Campidoglio” da parte dei tifosi romanisti. Tifosi che però sono stati più intelligenti di Marino e non si sono presentati in aula (o per lo meno non si sono palesati).
Adesso la palla passa alla Regione, che diamo per scontato non farà mancare il proprio supporto, nell’ottica della ricomposizione del nuovo centro di potere. La Regione è anche la proprietaria della linea Roma Lido, vediamo come risponderà alle sollecitazioni del Comune a tirare fuori i soldi per gli investimenti, dopo aver detto in tutte le salse che non ha i soldi neppure per finanziare la manutenzione ordinaria!
Si apre una fase nuova, in cui una sola cosa è certa: l’opposizione della popolazione a questo progetto scellerato. Siamo appena agli inizi di un lungo percorso, il Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento e tutti i soggetti che si battono contro le devastazioni non si arrenderanno certamente di fronte alle prime difficoltà. Di questo si può essere certi.
Maurizio Messina
23 dicembre 2014

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