Rifondazione C’è!

Per attuare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana.

Per rovesciare le politiche economiche e sociali del ventennio neoliberista guidato da Berlusconi e Monti che hanno favorito i furbi, i corrotti e gli evasori, arricchito i ricchi, distrutto i diritti dei lavoratori, negato un futuro ai giovani.

VOGLIAMO UNA RIVOLUZIONE CIVILE

  1. Contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie che prima si sono arricchite con la speculazione e poi hanno scaricato il peso dei loro disastri sui  lavoratori. Per un audit popolare sul debito pubblico, perché il debito deve essere pagato da chi in questi anni si è arricchito facendolo crescere. Devono essere abbattuti gli interessi pagati alle grandi banche d’affari e agli speculatori.
  2. Per la legalità e una nuova politica antimafia, che colpisca la struttura finanziaria delle organizzazioni criminali e le relazioni con gli altri poteri, a partire da quello politico. Per realizzare il totale contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione, a partire dal ripristino del reato di falso in bilancio.
  3. Per la laicità e le libertà. Affermiamo la laicità dello Stato e il diritto all’autodeterminazione della persona umana. Contrastiamo l’omofobia e vogliamo il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere. Contrastiamo ogni forma di razzismo e siamo per la cittadinanza di tutti i nati in Italia e per politiche migratorie accoglienti.
  4. Per l’attuazione dell’articolo uno della Costituzione Italiana: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Per il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, garanzia contro il ricatto del licenziamento. Per la difesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, strumento universale di garanzia e di equità per tutti i lavoratori indipendentemente dai singoli datori di lavoro. Le politiche neoliberiste dei governi di destra spalleggiati dalla Confindustria e da Marchionne hanno fallito: non si crea lavoro umiliando i lavoratori con salari sempre più bassi e ricattandoli con il licenziamento se osano alzare la testa. L’occupazione si crea con investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo, la riconversione ecologica dell’economia e liberando le imprese dall’oppressione delle organizzazioni criminali e della burocrazia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati.
  5. Per l’ambiente. Per cambiare il modello di sviluppo neoliberista, fondato sula sfrenata ricerca del profitto e sul consumo senza limiti delle risorse. Per cancellare progetti assurdi e costosissimi come la TAV e il Ponte sullo Stretto di Messina, utili solo a far arricchire i soliti noti che si aggiudicano questi appalti miliardari. Per difendere i beni comuni, a partire dall’acqua, dando piena attuazione alla vittoria dei cittadini nel referendum dell’11 giugno 2011. Per valorizzare l’agricoltura di qualità, libera da ogm, tutelare la biodiversità e difendere i diritti degli animali. Con le risorse derivanti dalla cancellazione delle grandi opere sarà possibile creare veri posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle energie rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog.
  6. Per i diritti sociali. Per eliminare l’IMU sulla prima casa e imporla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie. Per una tassa  patrimoniale sulle grandi ricchezze che consenta di trovare le risorse per abbassare l’irpef sui redditi più bassi. Per colpire l’evasione che sottrae al fisco italiano più di 100 miliardi l’anno e rende iniqua e vessatoria la tassazione degli onesti. Per rafforzare il sistema sanitario pubblico a partire da una totale revisione delle convenzioni con le strutture sanitarie private. Per garantire il diritto alla casa con il recupero del patrimonio edilizio esistente e un piano nazionale di edilizia popolare che è ferma da 30 anni. Per imporre un tetto massimo alle pensioni d’oro. Per abrogare la controriforma pensionistica della Fornero.
  7. Per la scuola e l’università pubbliche e aperte a tutti. Per eliminare i finanziamenti alle scuole e alle università private e destinarli alla valorizzazione degli insegnanti e a un sistema di borse di studio che tuteli le fasce più deboli della popolazione studentesca.
  8. Per una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario. Per una legge sul conflitto di interessi e per fare uscire i partiti dal consiglio di amministrazione della Rai. Per il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese.
  9. Per la pace e il disarmo. Per il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione Italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Per ritirare le truppe italiane impegnate nei teatri di guerra e favorire la cooperazione internazionale. Per tagliare le spese militari a partire dall’insensato acquisto dei cacciabombardieri F35.

10. Per una nuova politica e per la partecipazione dei cittadini. Per imporre l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Per eliminare i privilegi della politica, la diaria per i parlamentari, porre un tetto ai compensi dei consiglieri regionali e introdurre per legge il limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali.

 

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