Nardò – sfruttati e sfruttatori. *** Noi che facciamo?

Noi che facciamo?

Ci hanno gridata la croce addosso i padroni
per tutto che accade e anche per le frane
che vanno scivolando sulle argille.
Noi che facciamo? All’alba stiamo zitti
nelle piazze per essere comprati,
la sera è il ritorno nelle file
scortati dagli uomini a cavallo,
e sono i nostri compagni la notte
coricati all’addiaccio con le pecore.
Neppure dovremmo ammassarci a cantare,
neppure leggerci i fogli stampati
dove sta scritto bene di noi!
Noi siamo i deboli degli anni lontani
quando i borghi si dettero in fiamme
dal Castello intristito.
Noi siamo figli dei padri ridotti in catene.
Noi che facciamo?
Ancora ci chiamiamo
fratelli nelle Chiese
ma voi avete la vostra cappella
gentilizia da dove ci guardate.
E smettete quell’occhio
smettete la minaccia,
anche le mandrie fuggono l’addiaccio
per qualche stelo fondo nella neve.
Sentireste la nostra dura parte
in quel giorno che fossimo agguerriti
in quello stesso Castello intristito.
Anche le mandrie rompono gli stabbi
per voi che armate della vostra rabbia.
Noi che facciamo?
Noi pur cantiamo la canzone
della vostra redenzione.
Per dove ci portate
lì c’è l’abisso, lì c’è il ciglione.
Noi siamo le povere
pecore savie dei nostri padroni.

Rocco Scotellaro raccontava così la condizione di sfruttati dei braccianti del Sud e la voglia di riscatto e le lotte bracciantili.
Condizione umana vissuta ancora oggi nelle campagne del Sud dai migranti.
Migranti per lo più in regola con il permesso di soggiorno e comunque facile preda del nuovo caporalato.

Oggi non lavoro per meno di 50€ da Castel Volturno
Le lotte di Castel Volturno, di Rossano Calabro degli anni scorsi, continuano quest’anno a Nardò, nel leccese.
A Nardò ci si batte per la dignità e contro lo sfruttamento.
Le stesse lotte dei braccianti contro il caporalato dei nostri anni 40 e 50.

I braccianti conoscono esattamente cosa vogliono …
I braccianti conoscono il loro: “Noi che facciamo” … ed a Nardò stanno smuovendo la politica e la stessa inerzia del Sindacato.
Sono in sciopero, oggi presidiano la provincia di Lecce e, nonostante le minacce, sono arrivati ad ottenere un tavolo con le istituzioni.

E’ una battaglia per tutti noi quella che stanno combattendo, perché è una battaglia per la legalità e per la dignità.

La domanda più difficile è invece il “noi cosa facciamo”.
Pippo Civati, blogger e giovane di punta del PD, oggi scrive:

Volevamo cambiare il mondo ma nessuno pare occuparsi dello sciopero degli immigrati di Nardò. Sono i braccianti dimenticati, raccolti in una masseria vicino a una provinciale, nei pressi della zona industriale, nel bel mezzo del Salento della Taranta e delle vacanze.
Lì non c’è il resort alla moda, né l’artigianato e i prodotti tipici. Lì ci sono le tende di Finis Terrae, l’associazione che si prende cura di centinaia di lavoratori, insieme alla Brigata solidarietà attiva. Robe da comunisti.
Un batter d’ali di farfalla a Nardò

.

Ecco appunto … cose da Comunisti, ed i compagni delle Brigate della Solidarietà sono a Nardò già da due mesi, perché la battaglia dei braccianti di Nardò è anche la nostra battaglia.

Qui la cronaca da Nardò dei compagni delle Brigate di Solidarietà Attiva

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Attività del Circolo del PRC di Spinaceto. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...