VENEZUELA: VITTORIA POPOLARE PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE

Comunicato

VENEZUELA: VITTORIA POPOLARE PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE

 

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea saluta il risultato straordinario di partecipazione al voto per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente in Venezuela. Secondo i dati emessi dal CNE (Consiglio Nazionale Elettorale, uno dei 5 poteri in cui è articolato lo Stato venezuelano), gli elettori che hanno partecipato alla consultazione sono stati 8.089.320. Il consistente blocco sociale che sostiene il Governo Maduro si basa sul 41,53% di votanti (su una base elettorale di circa 20 milioni di elettori).


Un risultato particolarmente significativo, ottenuto dopo più di 3 mesi di manifestazioni violente organizzate dai settori oltranzisti dell’opposizione, in un clima di intimidazione squadrista che non è cessata neanche durante il voto.
Anche nei quartieri ricchi di Caracas, una consistente parte della popolazione ha votato e non si è riconosciuta nelle posizioni dell’opposizione che aveva chiesto di astenersi, rifiutando il confronto elettorale.

Nonostante una situazione di grave crisi economica (per molti aspetti provocata artificialmente dall’esterno) e politica, il voto dimostra che il Venezuela desidera la pace e non vuole tornare alle politiche neoliberiste in vigore prima della vittoria di Chavez.

Naturalmente il risultato elettorale non risolve di per sè la crisi: in base al diktat di Washington alcuni governi neoliberisti latino americani (Argentina Brasile, Cile, Colombia, Messico, Colombia, Costa Rica, Panama e Perù) hanno dichiarato di non riconoscere il voto. In Europa il governo spagnolo e diversi dirigenti della UE (a partire da Federica Mogherini) si sono schierati con Trump, prefigurando scenari di conflitto destinati ad approfondirsi, in attesa di un intervento esterno. In Italia alcuni esponenti del PD e del governo mentono sapendo di mentire e confermano il loro scandaloso appoggio ai settori oltranzisti dello squadrismo fascista.

Il risultato delle elezioni di ieri per l’Assemblea Costituente va rispettato e rappresenta un’occasione per superare la crisi, riprendendo il dialogo interrotto tra governo e opposizione, sostenuto anche dal Papa Francesco e da diversi ex-presidenti.

Il PRC-SE si congratula con il popolo venezuelano e con il suo legittimo governo guidato dal Presidente Costituzionale Nicolàs Maduro per questa vittoria della democrazia.

 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA

 

Roma 31-7-2017

 

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JAZZ A SPINACETO 🕣 🎼🎵🎶🎹🎸🎷🎤🎺🎻

L’associazione culturale art.ura è lieta di proporre il gruppo “Jazz in cantina”.

Lo spettacolo si terrà venerdì 14 luglio alle 20:30 a Spinaceto nella terrazza antistante l’Unione Inquilini in viale dei Caduti Nella Guerra di Liberazioe, 268.
Ingresso Libero e gastronomia a prezzi popolari.

#jazz #roma #esrate2017  #art.ura #jazzincantina 

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Dal sito dell’Unione Inquilini, sulla speculazione edilizia a Tor di Valle

Stadio delle roma: dalla Raggi, ennesimo regalo alla speculazione

7522211_MGTHUMB-INTERNADopo un procedimento accelerato che ha scavalcato tutte le regole democratiche, il Consiglio Comunale ha approvato la delibera che riconosce ”il pubblico interesse”  sulla proposta di realizzazione dello Stadio e annesso Business Park a Tor di Valle.

Perchè affermiamo che siamo di fronte all’ennesima speculazione edilizia:

– i proponenti Pallotta, finanziere americano presidente della società di calcio Roma ed il costruttore Parnasi, società Eurnova, acquistano, solo parzialmente, un’area a Tor di Valle destinata secondo il vigente  Piano Regolatore ad attrezzature sportive (Verde privato attrezzato) e Parco fluviale.

Il prezzo d’acquisto è ovviamente molto basso visto che non si può costruire né uffici né abitazioni,

per gli ovvi motivi che siamo in un’ansa del Tevere classificata R3, R4, cioè ad alto rischio idrogeologico.

– i “nostri proponenti” facendo ricorso ad un comma della legge n.147/2013 (erroneamente chiamata legge sugli stadi in realtà è la legge di stabilità del 2013) chiedono al Comune di Roma di concedergli una variante al Piano Regolatore per poter costruire anche un Business Park (uffici, centro commerciale, alberghi) da un milione di metri cubi.

– ma per poter ottenere la variante il Comune deve riconoscere un “pubblico interesse” a tal fine i proponenti  allegano al progetto l’impegno a realizzare una serie di “opere pubbliche”, in realtà sono principalmente modifiche al sistema viario per facilitare l’accesso ed il deflusso in quell’area.

– la Giunta Marino nel 2014 in modo molto solerte  ed entusiasta con la delibera 132/2014 riconosce “il pubblico interesse”

– per costruire lo Stadio (erroneamente detto della Roma, in realtà di proprietà di Pallotta ed affittato alla scietà calcio Roma per trenta anni al prezzo di due milioni anno!) e le strutture di Trigoria non è richiesta alcuna variante al Piano Regolatore in quanto la  cubatura disponibile con le attuali norme  è più che sufficiente, ricordiamo che è già presente un Ippodromo e annesse stalle che saranno abbattuti

– i “nostri proponenti” quando espongono il loro progetto a giugno 2014 presso il Comune, negli allegati, a conclusione dell’esposizione del progetto A (Stadio e impianti Trigoria),  affermano,però, che tale operazione comporta per loro una perdita di circa 250 milioni!

Ecco, quindi, che per l’ equilibrio economico finanziario dell’operazione è necessario realizzare il progetto B che contempla anche la costruzione del Business Park!

– non tutto fila liscio, nasce il Comitato Tor di Valle il quale informa correttamente i cittadini e smaschera la “foglia di fico” dello Stadio, si muovono anche  associazioni ambientali ed il percorso della successiva Conferenza dei Servizi in Regione diviene tortuoso fino alla bocciatura finale ad Aprile.

 

– Con la nuova delibera sostanzialmente non cambia nulla, si concede sempre la variante al Piano Regolatore per costruire un Business Park con cubature ridotte del 50% ma anche con relativa riduzione del 50% degli oneri a carico dei proponenti. Questi realizzano comunque un affare enorme, ecco i numeri:

140.000 mq concessi al valore (determinato dai proponenti stessi) di 6000 euro/mq per un totale di circa 1 miliardo di euro!

 

Il M5S ha effettuato una svolta a 180 gradi, durante il dibattito del 2014, nel quale la maggioranza PD /Marino approvò la prima delibera, si schierarono nettamente contro e la loro opposizione divenne un punto di programma nella battaglia elettorale che li portò al successo. “Moratoria delle previsioni di nuove espansioni per verificarne le reali necessità e blocco delle edificazioni su aree a rischio idrogeologico e su quelle agricole.” Questo scrivevano nel programma

 

Questa vicenda ci conferma che i veri padroni della città sono sempre loro, finanzieri e costruttori,

i quali continuano ad imporre lo stravolgimento delle regole finalizzato alla realizzazione del massimo profitto personale determinando, però, uno sviluppo caotico ed irrazionale della città che pagano tutti i cittadini.

 

Da i prossimi giorni lo scontro si trasferisce nuovamente in Conferenza dei Servizi nonché nelle aule giudiziarie perchè sono vari i ricorsi già annunciati.

 

Troppi i punti critici, al limite della legalità,  anche in questa delibera.

 

– la procedura d’urgenza adottata ha impedito i lavori nelle Commissioni competenti sia in Municipio che al Comune e l’assenza totale di confronto con i cittadini come previsto dai regolamenti

– l’area nella quale dovrà sorgere lo Stadio ed il Business Park e di proprietà dei proponenti solo per il 61% (circa 544.000 mq) mentre il restante e di altri proprietari e dovrà essere il Comune di Roma ad effettuare gli espropri.

Il Comune espropria aree da  concedere a privati per realizzare opere private, è clamoroso!

– inoltre l’area acquistata è stata saldata solo per 600.000 euro su un totale dovuto di 42 milioni,

come certificato da uno studio del giudice Imposimato

-come si può affermare che c’è un “pubblico interesse” se ciò che verrà costruito è tutto di proprietà privata

–  la delibera afferma che le “opere pubbliche” devono essere realizzate tutte e contestualmente altrimenti decade il diritto edificatorio, pare un’affermazione propagandistica e irreale

– unificazione Via del Mare con Ostiense dal GRA fino al nodo Marconi nella delibera non c’è il programma dei lavori con i tempi,

– Ponte dei Congressi per collegare la zona Tor di Valle alla Roma- Fiumicino ed i due versanti del Tevere, la competenza è pubblica ma non si conoscono i tempi di inizio né di realizzazione

– nella delibera si afferma che almeno il 50% degli spettatori, circa 27.500 persone, dovrà utilizzare il trasporto collettivo  su ferro affermazione veramente irreale

– la linea ferroviaria FL1 (Roma – Fiumicino) dovrebbe trasportarne 7.500 ma la frequenza attuale

è di  una ogni 15 minuti e nella ora precedente le partite (questa è l’unità di misura di riferimento)

con sole 4 corse non sarà possibile avvicinarsi a tale obiettivo

– la linea Roma – Lido dovrebbe trasportarne 20.000 quindi dovrebbe passare dalle attuali 3-4 corse l’ora a 16, una ogni 4 minuti, per raggiungere tale obiettivo occorre rifare tutta la infrastruttura (cabine elettriche, segnalazioni elettroniche , dispositivi di sicurezza…) ed almeno una decine di nuovi treni nonché l’assunzione del relativo personale necessario per la conduzione. I 45 milioni messi a disposizione dai proponenti non saranno assolutamente sufficienti

– se saltano gli obiettivi di trasporto pubblico su ferro aumenterà vertiginosamente il numero di vetture private per accedere all’area ma i parcheggi previsti sono solo per circa 10.000 vetture

– per eliminare il rischio idrogeologico i proponenti si assumono l’onere di rinforzare gli argini del Fosso di Valleranno e di quello di Acqua Acetosa Ostiense ma ciò non è sufficiente perché un simile carico di cemento diminuisce notevolmente la capacità di assorbimento di quei terreni con il conseguente rischio che le fogne delle zone limitrofe non riusciranno a scaricare al Tevere.

Già tre anni fa i quartieri limitrofi Decima, Torrino Sud e Mostacciano in occasioni di piogge rilevanti rimasero isolate per molte ore in quanto le strade si allagarono perché il Tevere, alzandosi di livello, invece di assorbire le acque piovane le faceva refluire dalle caditoie pluviali dei quartieri limitrofi. Per superare un simile problema occorre un potente sistema di idrovore che si assume il compito di scaricare le acque a valle, chi si accolla questo onere nella delibera non c’è traccia

– il Business Park dimezzandosi di cubature avrà uffici con capacità di posti che passeranno dalle 14.000 unità della prima delibera a circa 7.000 di questa, ma dove sta la necessità di tale offerta se già ora da un piccolo censimento svolto nelle aree prossime si contano decine di edifici uso uffici inutilizzati?

In conclusione dobbiamo constatare che anche questa giunta targata M5S, forza politica che si presentava come soggetto di discontinuità  e paladino degli interessi dei cittadini,   si dimostra molto attenta e solerte nell’accontentare l’interesse privato dei soliti potenti accollandosi anche costi notevoli che graveranno sul bilancio e debito del Comune.

Molto meno attenta ed efficiente ad affrontare un problema gravissimo come quello, ad esempio, della casa, a fronte di circa 5000 sfratti esecutivi per morosità, alle otto mila famiglie in graduatoria in attesa di una casa popolare, alle 1300 famiglie alloggiati nei Residence, alle migliaia di famiglie presenti nelle occupazioni, in una città in cui, invece, riscontriamo decine di migliaia di case vuote nulla viene fatto. Gli Uffici delle Politiche Abitative sono stati lasciati senza direzione politica e solamente qualche giorno fa la Sindaca ha assegnato la responsabilità sul tema casa.

 

Deo Peppicelli

Responsabile Unione Inquilini Spinaceto

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Lavoro, reddito, diritti! In piazza con la CGIL

Rifondazione c’era, con allegria e voglia di lottare.

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Tor di Valle: dove annegano le promesse di legalità, trasparenza, partecipazione e la Giunta Raggi si trasforma in esecutore degli ordini dei padroni di Roma.


Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento

Comunicato Stampa 10 giugno 2017

Tor di Valle: dove annegano le promesse di legalità, trasparenza, partecipazione e la Giunta Raggi si trasforma in esecutore degli ordini dei padroni di Roma.

Non sembrava più necessario ripetere che il progetto noto come “Stadio della Roma a Tor di Valle” è la foglia di fico che finanzieri e palazzinari utilizzano per mascherare l’ennesima  speculazione edilizia a Roma.

Non sembrava più necessario ricordare che in perfetto stile “mani sulla città” un finanziere americano, un costruttore romano e una banca con cui quest’ultimo è pesantemente indebitato si sono ingegnati per speculare riversando una montagna di cemento e una prateria di asfalto su un’area della città che il Piano Regolatore Generale destinava ai cittadini come Parco Fluviale Attrezzato.

Invece siamo ancora qui, a denunciare per l’ennesima volta lo scandalo di un Comune che contratta con un palazzinaro lo scambio di cubature con opere cosiddette pubbliche, scambio che questa volta supera i confini dell’ignobiltà per entrare in pieno del territorio del ridicolo: si arriva a concedere cubature in cambio di un restauro (lo chiamano “revamping”, così fa fico) di qualche vecchio treno della Roma-Lido! Si stenta a crederlo, tanto è assurdo, eppure è lì, nero su bianco, alle pagine 9 e 12 della delibera che i Consiglieri Comunali sono  chiamati (comandati?) a votare. A questo punto perché non regalare a un altro palazzinaro un pezzo del parco-campagna di Spinaceto “in cambio” di una riasfaltatura delle strade? (ohibò, meglio non scriverlo? Dovesse l’idea sembrare buona a questa gente…)  

Eppure il 22 dicembre 2014, quando la maggioranza a trazione PD di Ignazio Marino votò quel primo vergognoso riconoscimento di “interesse pubblico”, gli allora Consiglieri Comunali di opposizione del Movimento5Stelle Daniele Frongia, Marcello De Vito, Enrico Stefano (Virginia Raggi no, quel giorno brillava per la sua assenza),  si schierarono contro, intervennero, lessero in aula il testo della Lettera Aperta che questo Comitato inviò a tutti i Consiglieri…

Dove sono oggi i Consiglieri Comunali Daniele Frongia. Marcello De Vito, Enrico Stefano, che cosa dicono, che cosa pensano, se pensano, di quello che sta succedendo?

Perché certo è difficile credere che non trovino qualche contraddizione tra il M5S di quella stagione e quello di oggi, il M5S che ha trasformato le porte del Campidoglio in porte girevoli per finanzieri e palazzinari, il M5S che emargina e minaccia di espulsione i pochi Consiglieri che esprimono qualche perplessità, che sospende la propria Consigliera Cristina Grancio rea di chiedere un approfondimento di conoscenza sulla sostanza finanziaria e giuridica del progetto!, il M5S che ordina al Consiglio del Municipio IX di convocarsi di domenica (sì, di domenica!), che convoca il Consiglio Comunale per tre giorni di seguito “a oltranza” (sì, a oltranza!) per arrivare a votare il riconoscimento del pubblico interesse in favore di Pallotta, Parnasi & C. in fretta e furia, senza che si conosca il progetto, i numeri, i costi, e senza nessuna trasparenza né partecipazione dei cittadini.

A meno che non si voglia far passare per partecipazione la penosa seduta congiunta delle Commissioni Urbanistica e Trasporti del 31 maggio scorso, quando, alla fine dei lavori, ai cittadini, ai Comitati e alle Associazioni sono stati concessi tre (tre!) minuti ciascuno per argomentare le proprie opinioni, dopo che metà dei Consiglieri Comunali se ne erano già andati e con l’assessore Montuori che, impaziente di andarsene anche lui, “ascoltava” con fastidio scorrendo lo schermo del suo smartphone.

Eppure, anche in quelle condizioni, avrebbe voluto dire qualcosa il fatto che 15 interventi su 15 dei cittadini mostrarono contrarietà e denunciarono criticità su quel progetto. Perché ascolto e partecipazione non dovrebbe voler dire “ti faccio parlare e poi vado avanti come se non esistessi”; dovrebbe voler dire “ti ascolto e prendo seriamente in considerazione quello che dici”.

Che cosa è successo dal 2014 a oggi? Perché gli stessi consiglieri del Movimento5Stelle hanno fatto questa giravolta di 180 gradi?

E’ successo che, come “L’onorevole” di Leonardo Sciascia, il M5S è entrato nelle stanze del potere. Ed evidentemente il potere profuma, ti apre porte, ti promette salti in carriera,  ti fa credere che i cittadini non contino niente, che il mandato da loro ricevuto possa impunemente essere tradito.

E’ successo che il finanziere americano si è iscritto al Circolo Canottieri Aniene, quello la cui iscrizione costa più di 20.000 euro l’anno, quello cui sono iscritti Giovanni Malagò, Franco, Leonardo e Francesco Bellavista Caltagirone, Pietro Salini, Duccio Astaldi, Luca Parnasi, Carlo Toto, Chicco Testa, Alessandro Benetton, Marco Tronchetti Provera, Luca Cordero di Montezemolo, Andrea, Alessandro e Giampaolo Angelucci, Walter Veltroni, Gianni Letta, Altero Matteoli, Maurizio Gasparri, Corrado Passera, Luigi Abete… insomma, il gotha dell’oligarchia romana, il circolo ristretto di quelli che contano e si spartiscono la torta. Il circolo di quelli con cui la Giunta Raggi è evidentemente entrata in affari.

Non era questo il mandato ricevuto dagli elettori. Da cittadini che non si rassegnano a essere trasformati in sudditi, ricordiamo l’impegno elettorale del M5S e della Sindaca Raggi:

“Moratoria delle previsioni di nuove espansioni per verificarne le reali necessità e blocco delle edificazioni su aree a rischio idrogeologico e su quelle agricole.” (http://civiche.municipi5stelle.it/m5s/wp-content/uploads/2016/05/Programma-Elettorale-M5S-Roma-2016.pdf, p. 35)

e le testuali parole della famosa dichiarazione della candidata Raggi proprio sul Tor di Valle:

“Se vinciamo ritiriamo la delibera sulla pubblica utilità. Lo stadio della Roma si farà da un’altra parte, a Tor di Valle c’è una speculazione edilizia e non ci sono le condizioni.”

Tanti cittadini, la maggioranza dei romani, votarono per questo sindaco contro il candidato del PD Roberto Giachetti proprio per questi temi, consapevoli che la posta in gioco in quelle elezioni era  il via libera a un nuovo sacco della città.

Ed eccolo il sacco della città: oggi a Tor di Valle, domani a Tor di Quinto, dopodomani dovunque lorsignori possano ripetere il giochetto di stravolgere il Piano Regolatore Generale per i propri interessi che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini.

Chiediamo che venga rispettato il Piano Regolatore Generale della città di Roma che a Tor di Valle prevede la realizzazione di un Parco Fluviale Attrezzato, un grande polmone verde nell’ultima e unica ansa del fiume Tevere rimasta libera da costruzioni.

Pretendiamo dal sindaco Raggi e dalla sua Giunta il rispetto degli impegni. Niente di più e niente di meno!

Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento

Posta elettronica: difendiamotordivalle@gmail.com

Facebook: Difendiamo Tor di Valle

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“Pallotta’s Stadium a Tor di Valle” – “Raggi come Marino”.

Alle compagne e ai  compagni della Federazione PRC di Roma

COMUNICATO STAMPA

M5S = PD. A Roma comandano sempre i palazzinari”

“Il frettoloso pronunciamento di Martedì 6 giugno della Giunta Raggi sul pubblico interesse per la devastazione di Tor di Valle, impropriamente chiamata Stadio della Roma, dimostra una volta di più che il Movimento 5 Stelle non è diverso dal PD, a cui nella passata legislatura aveva fatto un’opposizione feroce, per poi seguirne pedissequamente le tracce ora che sono maggioranza.

I palazzinari ordinano ed hanno fretta e la giunta Raggi esegue. Così, magicamente, grazie al fatto che la maggioranza è a cinque stelle, il rischio idrogeologico è sparito, il vincolo apposto dalla Soprintendenza pure, e la Roma Lido diventerà meglio della metro di Tokio.

Gli assessori Meleo e Montuori hanno già assaggiato l’opposizione della città e del territorio nella riunione delle Commissioni Urbanistica e Mobilità del 31 maggio.

La politica ci ha abituato a vedere voltagabbana di ogni genere e la pretesa diversità del M5S si è rivelata aria fritta, con buona pace di chi li ha votati. Trasparenza e partecipazione sono parole per loro sconosciute.

Chi invece mantiene la schiena dritta sono i Comitati e le Associazioni, che continuano a battersi contro lo scempio di Tor di Valle e a cui Rifondazione Comunista rinnova la solidarietà ed il supporto, impegnando i propri militanti nella difesa rigorosa del territorio contro chiunque tenti di manomettere Piano Regolatore, Leggi e normative in nome del profitto dei soliti noti”.

Ufficio stampa

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Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Roma

Roma, 7 giugno 2017

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Incontro con il giornalista Tano D’Amico, “Gli occhi della storia”, dal ’77 ad oggi .

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Manifestazione MARTEDI’ 11 APRILE dalle ore 17.00 PIAZZA MONTECITORIO

MARTEDI’ 11 APRILE dalle ore 17.00 PIAZZA MONTECITORIO
PRESIDIO CONTRO I DECRETI MINNITI-ORLANDO

Alla manifestazione: i Sindacati, i Partiti, le Associazioni
nel video l’intervento di Stefano Galieni – Partito della Rifondazione Comunista – responsabile nazionale del Dipartimento Immigrazione
co-coordinatore del “gruppo di lavoro sull’immigrazione del Partito della Sinistra Europea”

 

Il Decreto Legge Minniti-Orlando e il Decreto ‘Sicurezza’, entrati recentemente in vigore ed in fase di conversione in Parlamento, rappresentano un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese. Attraverso un uso improprio della legislazione di urgenza, i due decreti, anziché intervenire sulle tante contraddizioni e i limiti dell’attuale legislazione, introducono nuove norme di discutibile efficacia, senza peraltro migliorare l’efficienza del sistema. Ad esempio si rilancia il ruolo dei Centri Permanenti per il Rimpatrio, nuova denominazione per gli attuali CIE, senza che ne venga modificata la funzione e assicurato il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute.

Il Legislatore prevede un’unica procedura per le espulsioni, valida tanto per chi proviene da percorsi di criminalità e lunghi periodi di carcerazione, quanto per il lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno, quando sarebbe al contrario opportuno prevedere percorsi di regolarizzazione individuale per chi si è di fatto inserito positivamente nel nostro Paese.

Esprimiamo forte contrarietà rispetto all’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e alla sostanziale abolizione del contraddittorio nell’unico grado di giudizio, limitato da una procedura semplificata (rito camerale) priva del dibattimento. In tal modo non solo viene violato il diritto di difesa di cui all’art.24 della Costituzione, ma si preclude la valutazione in concreto della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini della valutazione sul rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Gestire e governare in modo efficace e lungimirante il fenomeno migratorio non significa – noi crediamo – limitarsi ad irrealistiche azioni di deterrenza. Occorrono, invece, norme che favoriscano i flussi d’ingresso e la permanenza regolare dei cittadini stranieri, contrastando così il lavoro nero e lo sfruttamento. Ribadiamo inoltre l’urgenza di aprire corridoi umanitari e aumentare considerevolmente i reinsediamenti, per consentire alle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà di entrare in Italia e in Europa senza mettere in pericolo la loro vita.

Riteniamo inaccoglibile la pretesa di ricondurre la materia del “decoro urbano” al tema della sicurezza, avallando una concezione dell’ordine pubblico che non produce vera sicurezza ma, al contrario, rischia di creare maggiore insicurezza criminalizzando la marginalità sociale senza preoccuparsi di intervenire per combattere la povertà e la marginalità di un numero crescente di cittadini.

Riteniamo inopportuno il ricorso alla decretazione d’urgenza per riformare materie, come il diritto di asilo e le discipline sulla sicurezza urbana, che richiederebbero un più articolato confronto democratico. Nel merito, riteniamo, comunque, che i due Decreti Legge non debbano essere convertiti nella forma attuale: i firmatari chiedono dunque che si apra un confronto ampio e approfondito al fine di dare al Paese una nuova disciplina più bilanciata e condivisa

Per questo facciamo appello a chi intende impegnarsi per impedire la conversione in legge di questi provvedimenti del Governo così formulati a partecipare al presidio che si terrà il prossimo 11 aprile alle 17 davanti a Montecitorio.

Per adesioni: nodecretominniti@gmail.com

A Buon Diritto, ACLI, A.C.S.E. (Associazione Comboniana Servizio Emigrati e Profughi), Altramente scuola per tutti, ANOLF, Antigone, ARCI, ASGI, Associazione Condividi, Associazione Forum Droghe, Associazione Insieme Onlus (FI), Associazione Interculturale International House di Reggio Calabria, Associazione Le Mafalde, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Associazione Nessun Luogo è Lontano, Associazione Osservatorio Migranti di Basilicata Aps, Associazione Progetto Diritti Onlus, Associazione Psichiatria Democratica, Associazione Spazio Libero, Associazione Transglobal, Associazione Voci della Terra, Associazione Welcome in Val diCecina Onlus, Bambini più Diritti Onlus, Baobab Experience, Centro Astalli, Cesv, CGIL, CILD, CISL, Cittadinanza attiva Onlus, CNCA, Comunità di S.Egidio, Comunità Nuova, Comunità Progetto Sud, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Cooperativa sociale Alice onlus, Coordinamento Noi tutti migranti, Cospe, Esercito della Salvezza, European Alternatives, Filef nazionale, Focus – Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Cercare Ancora, Fondazione Migrantes, Fuori Binario, L’Altra Europa Laboratorio Venezia, LasciateCIEntrare, Le Città in Comune, Legambiente, Libera, Link Coord. Universitario, Lunaria, Medici per i Diritti Umani – MEDU, Ospiti in Arrivo, Osservatorio Migranti di Basilicata, Oxfam Italia, Psichiatria Democratica, Progetto Sud ONG UIL, SEI UGL, Rete Antirazzista Fiorentina, Rete della conoscenza, Rete Romaccoglie, Segreteria Forum Droghe, SEI UGL, Senzaconfine, SOS Razzismo Italia, UIL, Unione degli studenti, Un ponte per…, Villaggio Esquilino onlus.

Hanno inoltre aderito:
Possibile, L’Altra Europa con Tsipras, Rifondazione Comunista -Sinistra Europea, Radicali italiani, Sinistra Italiana

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Progetto Business Park a Tor di Valle e Pallotta Stadium bocciato. Primo tempo: 3 a 1!

Come era nelle previsioni dopo i pronunciamenti negativi di Regione, Città Metropolitana e Comune. Ci sarebbe voluto un colpo di mano per ribaltare una sentenza che praticamente era già stata scritta.

E’ una piccola ma grande vittoria conseguita a partire da Rifondazione, dal Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento e reso possibile con il contributo di molte altre associazioni e comitati, da Italia Nostra a Legambiente, che si sono battuti in questi mesi contro il progetto-mostro che voleva devastare il nostro territorio e regalare soldi facili a speculatori della finanza internazionale e palazzinari nostrani.

E’ una vittoria anche della gente, che non ha digerito questo ennesimo sfregio alla città.

Non sono bastati nemmeno i recenti accordi della Raggi con i palazzinari a garantire il più grosso scempio edilizio del dopoguerra a Roma.

Adesso, invece di farneticare su un nuovo eventuale progetto rivisto e corretto, è necessario voltare pagina. A Tor di Valle deve nascere un Parco Fluviale attrezzato, aperto alla cittadinanza, come hanno tutte le grandi città europee e come chiede Rifondazione. Basta cemento.

Non abbiamo intenzione di abbassare la guardia, vigileremo per sventare altri tentativi surrettizi di far rientrare dalla finestra quello che è stato cacciato dalla porta.

5 aprile 2017

 

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Pallotta Stadium e Business Park: è ora di mettere la parola fine!

La chiusura formale della Conferenza dei servizi il 3 marzo scorso è stata un capolavoro dell’azzeccagarbuglismo all’italiana. Da una parte, infatti, la Regione ha respinto le richieste di ulteriore sospensione presentate rispettivamente da Eurnova (che neanche ne aveva titolo, essendo un soggetto privato) e dalla Raggi, in ossequio all’accordo raggiunto con il palazzinaro di turno, e quindi ci si poteva aspettare una decisione di bocciatura del progetto visto che il punteggio sui pareri era stato impietoso: 3 a 1 per il parere negativo (di Comune, Città Metropolitana e Regione) contro quello positivo (ma con prescrizioni) dello Stato. Inoltre hanno un peso non indifferente anche la VIA negativa e il vincolo sul vecchio ippodromo posto dalla Soprintendenza.

A fronte di tutto ciò sarebbe stato lecito aspettarsi una conclusione in linea con i pronunciamenti delle istituzioni preposte e invece no. La presidente della Conferenza dei servizi, Manuela Manetti, dopo aver annunciato che loro avevano già in testa l’idea con cui sarebbero usciti ufficialmente ed aver richiesto un quarto d’ora per raccogliere le idee, si ritirava con la sua corte e ricompariva solo dopo quasi tre ore di attesa, dichiarando sì conclusa la Cds, e quindi negando la possibilità di poter ricevere nuovi documenti, ma d’altra parte riservando di pronunciarsi solo il 5 aprile, cioè allo scadere dei sei mesi previsti dalla legge e prendendosi quindi un altro mese di riflessione, durante il quale possono essere però presentati ulteriori chiarimenti e/o delucidazioni!

Formidabile!

Negli ultimi giorni si sono poi succedute a raffica interviste e dichiarazioni della sindaca e di esponenti del M5S, nonché degli ambienti della Roma Calcio che annunciavano l’accordo raggiunto e quindi un nuovo progetto che dovrebbe diventare definitivo. Progetto che è bene dire non esiste, se non nei comunicati stampa o nelle dichiarazioni interessate di questo o quello.

Il tentativo della Raggi e dei suoi amici costruttori di far passare la cancellazione dei grattacieli (ma la conferma del Business Park con 18 palazzine alte 7 piani) come modifica del progetto esistente è davvero penoso: nemmeno una matricola di architettura potrebbe accettare tanta dabbenaggine.

Ma qual è la posta in gioco? Il gioco del passaggio del cerino acceso fra Comune e Regione continua, nell’attesa di vedere chi si brucia. E nel frattempo si alimenta ad arte la confusione. Il Comune ha fatto l’accordo con i palazzinari svendendo tutto quanto di buono aveva fatto nella passata legislatura e rimangiandosi le proprie posizioni (vedi gli interventi di Frongia nel 2014 direttamente ispirati dal Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento) e vuole che sia la Regione eventualmente a bocciare il progetto. La Regione chiede atti formali al Comune nel tentativo di addossare alla giunta Raggi la colpa della devastazione. Ma nessuno dei due contendenti vuole essere quello che dice no ai tifosi romanisti.

Il consiglio comunale straordinario su Tor di Valle del 23 marzo nella sua inconsistenza e nella sua sciatteria è stato esemplare per dimostrare quanto inaffidabili siano tanto i 5 stelle che il PD. Gli interventi parlavano del nulla, c’era chi rimpiangeva la delibera 132 (quella di Caudo) e chi difendeva l’accordo con i palazzinari di pochi giorni prima, in base al quale non si capisce bene come e perché la Roma Lido in assenza di finanziamenti dovrebbe magicamente trasportare 20.000 passeggeri l’ora, la FL1 delle Ferrovie altri 7.500 e altre stupidaggini varie. Un vero spasso. L’unica voce sana in quella palude maleodorante è stata quella di Fassina, a testimonianza del fatto che volendo si può stare dalla parte della gente e non del potere.

L’unica cosa vera che si poteva fare non si è fatta: prendere la delibera Caudo, che afferma perentoriamente che se almeno una delle prescrizioni indicate non si realizza tutto il progetto decade, constatare che il ramo di metropolitana da Magliana a Tor di Valle tecnicamente non si può fare e quindi dichiarare decaduta la delibera.

Perché una cosa così semplice non si fa? Perché politicamente Tor di Valle rappresenta uno spartiacque in tutti i sensi. Dimostra che a Roma comandano i palazzinari e i poteri forti, a partire dalle banche (vedi il ruolo di Unicredit in tutta la vicenda) e i sindaci sono solo degli zerbini a servizio, hanno cioè il compito di eseguire ciò che viene deciso altrove, facendolo digerire ai cittadini. Alla faccia della trasparenza e della partecipazione!

Nostro compito è quindi quello di continuare a denunciare sia i tentativi di speculazione ai danni dei cittadini che la complicità delle istituzioni e indicare le alternative: a Tor di Valle ci vuole un Parco Fluviale attrezzato aperto e fruibile dalla cittadinanza, non una cascata di cemento! Le istituzioni devono servire i cittadini e non il potente di turno.

Continueremo la battaglia consapevoli del fatto che la gente la pensa come noi.

3 aprile 2017

Pubblicato in Attività del Circolo del PRC di Spinaceto | Lascia un commento