il compagno e combattente Franco Zijno non sarà più con noi

Franco era un ragazzo quando si arruolò nei
Gruppi di Combattimento
per liberare l’Italia dal fascismo,
non ha mai cambiato bandiera.

Un abbraccio a Evandro da tutti noi

 

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In piazza per la cittadinanza

È in corso una manifestazione a Montecitorio per l’approvazione della legge sulla cittadinanza.

PRC è presente, nella foto il segretario Acerbo.

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Noi ci saremo

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Si parla di immigrazione.

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Unione Inquilini – PER UNA POLITICA DEL DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI

Pubblichiamo il comunicato dell’Unione Inquilini

 

INVITO STAMPA

PER UNA POLITICA DEL DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI

05/10/2017-Lunedì 9 ottobre alle 15 presso il Campidoglio nella sala del Carroccio nell’ambito della 6° Giornata Internazionale “Sfratti Zero” l’Unione Inquilini di Roma organizza un’Assemblea Pubblica alla quale partecipano  Stefano Fassina (Sinistra per Roma),  Devid Porrello consigliere Portavoce del M5s alla Regione Lazio, Action, Blocchi Precari Metropolitani, Associazione 21 Luglio e alla quale sono stati invitati l’ Assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative Rosalba Castiglione, Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, SUNIA, ASIA Usb.

Riteniamo necessario, dopo gli episodi di inaudita violenza che abbiamo visto nei mesi scorsi abbattersi sulla gente impossibilitata a trovare un alloggio nel mercato delle locazioni, e cheper anni sono abbandonate senza alcuna valida ed efficace soluzione, cercare delle strategie comuni che affrontino la politica della casa senza logiche emergenziali.

Siamo convinti che affrontare solo l’emergenza abbia causato l’attuale situazione di lotta fra poveri per l’assegnazione delle poche case disponibili,  l’obiettivo da porci, per non escludere nessuno, è il reperimento di ulteriori 10 mila case popolari, per un effettivo passaggio da casa a casa di tutti i nuclei familiari in sofferenza abitativa.

Ci troviamo di fronte a uno scenario crudele, una vera e propria guerra nei confronti di tutte le famiglie coinvolte. A cominciare dai 3215 casi di esecuzioni di sfratto forzate dell’anno scorso e degli sgomberi di questa estate. Tanti sono i cittadini che oggi a causa di questa profonda crisi sociale ed economica perdono insieme al lavoro anche la possibilità di mantenersi una casa e quindi la dignità. Una situazione inammissibile per una nazione del G7 come l’Italia che vede i suoi politici ciechi e sordi sul tema della pianificazione di politiche strutturali.

Ci auguriamo di porre le basi per una stagione costruttiva fatta di proposte per far convergere le lotte nella pianificazione delle politiche strutturali che i cittadini romani attendono da decenni.

Ufficio Stampa Unione Inquilini 3384283726

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Ancora jazz a Spinaceto

Per chi ama la buona musica segnaliamo questa nuova serata di musica jazz a Spinaceto. L’evento si terrà anche in caso di tempo avverso.

jazz 6 ottobre

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Verso un’assemblea pubblica della sinistra nel municipio

Abbiamo la volontà di proseguire il percorso politico di unità della sinistra avviato il 18 Giugno a Roma, al teatro Brancaccio, con l’appello di Tomaso Montanari ed Anna Falcone.

Ci identifichiamo in un progetto  per costruire dal basso una lista unitaria della sinistra, una lista del popolo del NO che il 4 dicembre ha sconfitto Renzi nel referendum ed intendiamo proseguire lo sforzo per farlo anche nel nostro Municipio e per Roma.

Vogliamo un’aggregazione della sinistra che si riconosca nella Costituzione e si batta contro le disuguaglianze crescenti.

Riteniamo essenziale un programma di netta rottura con le politiche neoliberiste di destra portate avanti dal Pd.

Come dall’appello dell’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza non siamo interessati alle sigle politiche da mettere insieme ma vogliamo una svolta politica che rappresenti  nel prossimo Parlamento “la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive“.

Nei prossimi giorni indiremo un assemblea nel municipio per discutere insieme i punti dell’appello dell’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza e per mettere in moto nel nostro municipio il processo di “aggregazione dal basso” per un cambiamento della politica.

I 10 punti su cui iniziare la discussione proposti da Anna Falcone e Tomaso Montanari dopo l’assemblea del Brancaccio:

1) Attuazione della Costituzione (Sovranità popolare; uguaglianza sostanziale; parità di genere; la democrazia nei partiti e nei movimenti – la separazione fra cariche politiche e cariche istituzionali; cancellazione del pareggio di bilancio nell’articolo 81)

2) Lavoro (Ripristino dell’articolo 18 ed estensione delle tutele a tutte le forme di lavoro; reddito di dignità – partendo dalla proposta di Libera; lotta alla precarizzazione del lavoro e delle professioni intellettuali; riforma delle 6 ore lavorative e diritto al tempo)

3) Redistribuzione della ricchezza e giustizia sociale (Riaffermazione del ruolo dello Stato in economia, nelle strategie di sviluppo, nella tutela dei diritti e nella erogazione dei servizi pubblici; diritto a un’equa retribuzione e parità di retribuzione fra uomini e donne: equità e progressività fiscale; strategie di contrasto all’evasione fiscale: tassa patrimoniale; tassa di successione sui grandi patrimoni)

4) Economia, Fiscalità e diritti sociali (Diritto alla salute e potenziamento della prevenzione; accesso alla diagnostica genetica e alle cure più
all’avanguardia; diritto all’assistenza sociale; sostituzione della politica dei “bonus” con servizi socio-assistenziali garantiti; diritto all’abitare e recupero del patrimonio immobiliare esistente)

5) Istruzione pubblica e libertà di manifestazione del pensiero (Abrogazione della Buona Scuola; gratuità dell’università, da finanziare con la tassa di successione sui grandi patrimoni; potenziamento della ricerca pubblica; accesso alla conoscenza e alle reti informatiche; pluralismo e libertà dell’informazione)

6) Ambiente e patrimonio culturale (Riconversione energetica ed energie verdi; consumo di suolo zero; un’unica grande opera pubblica: il risanamento ambientale, e la messa in sicurezza del territorio; abrogazione della riforma della conferenza dei servizi contenuta nella Legge Madia; abrogazione della riforma Franceschini e ricostruzione della tutela pubblica)

7) I migranti (Una politica attiva di accoglienza; cittadinanza; integrazione; attuazione dell’articolo 10 della Costituzione; corridoi umanitari)

8) Giustizia (La giustizia come “diritto sociale”: politiche di prevenzione, accorciamento dei tempi, certezza della pena, ampliamento dell’assistenza legale ai soggetti deboli e ai non abbienti; avvocati pubblici; contrasto attivo
alla violenza di genere; condizioni di vita, sicurezza e diritti dei carcerati; ampliamento delle pene alternative)

9) Politica internazionale (Il ruolo nell’Italia nel contesto internazionale; l’Italia ripudia la guerra – attuazione dell’articolo 11 della Costituzione; l’Europa: revisione dei trattati, l’euro, la costruzione della cittadinanza europea; no al CETA)

10) Lotta alle mafie e alla corruzione (Prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata; interdizione definitiva dai pubblici uffici e dalle cariche pubbliche per i condannati per reati contro la P.A.; impiego sociale dei patrimoni
confiscati; reinserimento sociale).

 

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Segnaliamo l’intervento di Eleonora Forenza, deputata di l’Altra Europa al parlamento Europeo.

Il video del mio intervento nel dibattito in Plenaria di ieri sulla vergognosa interpellanza presentata da eurodeputati del gruppo EFDD che chiedeva la chiusura dell’agenzia ONU che sostiene i rifugiati palestinesi espulsi da Israele. Nel gruppo EFDD siedono anche i deputati del MoVimento 5 Stelle. Incredibilmente, nessun deputato EFDD si è poi presentato in aula al dibattito.
La prossima settimana sarò in Palestina con una missione Gue Ngl, stay tuned.
#FreePalestine

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Acerbo scrive a Fassina

fonte rifondazione.it

Pubblichiamo la lettera inviata dal segretario nazionale del PRC-SE all’organizzatore Stefano Fassina in occasione del convegno su sinistra e Europa che si è tenuto sabato 9 settembre a Roma.

Sinistra e Unione Europea: una lettera a Stefano Fassina

Caro Stefano,
come ti avevo anticipato non mi è possibile essere personalmente presente all’iniziativa che hai organizzato per concomitanti impegni.
I temi che avete messo al centro del confronto sono essenziali.
Sono quelli che ci spinsero a considerare fin dalla fondazione il PD come definitiva mutazione genetica al termine di una deriva che aveva posto una classe dirigente che veniva dalla sinistra erede del movimento operaio e socialista nel campo del neoliberismo. Sono quelli che ci spinsero 5 anni fa a non ricercare l’alleanza con il PD a guida Bersani che aveva fatto del rispetto degli impegni internazionali e dell’alleanza col “centro liberale” i suoi assi strategici. In quella “carta d’intenti” che fu presentata chissà perchè come “laburista” c’era scritto chiaro e tondo che “l’imperativo che democratici e progressisti hanno di fronte è quello dell’affidabilità e della responsabilità” e le forze che si univano si assumevano “alcuni impegni espliciti e vincolanti” tra cui:
“assicurare la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese, fino alla verifica operativa e all’eventuale rinegoziazione degli stessi in accordo con gli altri governi”;
“appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica e procedere verso un governo politico-economico federale dell’eurozona”.
L’egemonia neoliberista è passata in Italia attraverso l’adesione acritica del centrosinistra ai trattati europei. L’antiberlusconismo ha oscurato la sostanziale convergenza che giustamente è stata rivendicata da Gentiloni a Cernobbio: “non abbiamo mai deluso investitori e alleati” nonostante la frequente caduta dei governi siamo stati stabilissimi nel portare avanti certe linee di fondo condivise. Solo degli imbroglioni o dei politicanti da quattro soldi possono attribuire al solo Renzi la responsabilità di quanto accaduto.
Proprio con questa consapevolezza abbiamo lavorato a costruire uno spazio politico europeo a sinistra del Partito Socialista Europeo che raccogliesse le forze antiliberiste e anticapitaliste intorno alla critica delle politiche condivise da “socialisti”, liberali, popolari europei.
Pur con tutte le contraddizioni e differenze oggi in Europa in tutti i paesi ci sono forze di grande consistenza elettorale che mettono in discussione questa Unione Europea.
Certo, come è giusto che sia, con una grande differenza di posizioni ma una comune radicale messa in discussione dei trattati e delle politiche neoliberiste.
La vittoria entusiasmante di Syriza in Grecia aveva suscitato la speranza troppo ottimistica che un’ondata di cambiamento potesse attraversare tutti i paesi europei.
La controffensiva dura, violenta, golpista della troika con in prima fila la BCE di Draghi e il ministro delle finanze tedesco strangolarono sul nascere l’esperienza di Tsipras costringendolo a subire condizioni durissime al fine di riaffermare l’ordine del “non ci sono alternative”.
Troppo peso avevamo messo sulle gracili spalle della piccola Grecia, isolata in un continente in cui i governi sono ormai ridotti a quanto di più vicino a quel “comitato di affari della borghesia” di marxiana memoria (ci sarebbe da discutere di cosa sia oggi la borghesia e quanto ormai abbia il capitale assunto un ruolo estrattivo, distruttivo e parassitario in Europa).

Però l’insieme delle esperienze europee ci dice che è possibile costruire in ogni spazio nazionale una sinistra radicalmente critica verso i trattati e che non confonda l’Europa con questa Unione Europea!
Come ha titolato Le Monde pochi giorni fa “la sinistra radicale sta prendendo il posto di quella socialdemocratica”. Ovviamente parole come “socialista” e “socialdemocratico” sono ormai svuotate di ogni contenuto reale, deturnate, nella grande coalizione che in Germania come in Europa da lunghi anni condivide le scelte di fondo.
In Italia invece nonostante un partito come Rifondazione Comunista fin da Maastricht abbia votato contro i trattati e denunciato il loro carattere anti-popolare e di dispositivo di svuotamento della sovranità popolare e di imposizione autoritaria delle politiche neoliberiste ci troviamo drammaticamente indietro.
L’elemento principale di questa sconfitta tutta italiana è l’identificazione della sinistra, persino di quella che contrastò quelle scelte, con le politiche neoliberiste e la progressiva omologazione del centrosinistra. Chi come noi non si è allineato non ha avuto la forza di costruire una nuova proposta capace di rendere visibile e credibile un diverso punto di vista.
Davanti al quadro di catastrofe sociale che caratterizza il paese c’è bisogno che le forze antiliberiste, e conseguentemente critiche nei confronti dei trattati e dell’Unione Europea, si presentino con una proposta programmatica forte e netta come quella di Melenchon.
Ci sarebbe bisogno di una sinistra popolare che sia percepita e sia anti-establishment come Podemos e il M5S.
Una sinistra che presenti al paese il quadro drammatico determinato da 25 anni di politiche condivise da centrodestra e centrosinistra.
Una sinistra che contrapponga la Costituzione nata dalla Resistenza ai trattati europei, una sinistra che chiaramente spieghi in ogni piazza, in ogni strada, in ogni luogo che bisogna ROTTAMARE MAASTRICHT come hanno giustamente titolato il loro bel libro Paggi e Somma.
Una sinistra che organizzi la rabbia e il malcontento suscitati dalla legge Fornero invece di maledire la sacrosanta incazzatura popolare sotto l’etichetta demonizzatrice del “populismo”.
Una sinistra che riunifichi l’eredità del movimento operaio socialcomunista, le culture dei movimenti dell’ultimo trentennio, le mille vertenze e resistenze, in un progetto politico.
Francamente non credo che si possa credibilmente avviare un progetto di questo tipo facendosi egemonizzare e sussumere dall’establishment di centrosinistra oggi perdente che è stato convinto sostenitore delle politiche neoliberiste per due decenni agli occhi del popolo italiano.
E un nuovo centrosinistra e la nostalgia della buona educazione e responsabilità di Prodi, Padoa Schioppa e Ciampi non possono essere l’orizzonte.
Spero che dalla giornata di oggi emerga la determinazione a lavorare per un’alternativa democratica e popolare che è cosa diversa dalla rivincita di Bersani e D’Alema.

 

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BRUNO CECCARELLI, UNO DI NOI

Se n’è andato troppo presto Bruno, compagno di tante battaglie, difensore testardo dei diritti e implacabile oppositore ai poteri forti che governano la città.

Lo abbiamo avuto accanto nelle lotte contro le devastazioni dei territori, a partire da Tor di Valle e lo stupido progetto di Business Park, nella ricerca di soluzioni al problema della mobilità sostenibile a Roma, nella difesa della democrazia e della Costituzione, ma soprattutto nello sforzo per la costruzione di una sinistra forte e autorevole nel 9° Municipio e a Roma.

E’ stato prezioso nel dare indicazioni, nell’approfondimento delle analisi, nella ricerca di alleanze e nella ricomposizione del tessuto sociale sfilacciato da troppi anni.

Ci mancherà molto, ci mancheranno i suoi suggerimenti, le sue idee, il suo spirito di ricerca, le sue intuizioni.

E ci mancherà la sua arguzia, la sua ironia.

Da oggi siamo un pò più soli, ma potremo raggiungere i risultati per cui abbiamo lottato insieme se sapremo fare buon uso anche dei suoi insegnamenti.

Ci stringiamo con affetto attorno alla famiglia.

Ciao Bruno.

Le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista.

Roma, 17 agosto 2017

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